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OMS, sì alle diete veg per prevenire e curare le malattie croniche

Un report dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda il passaggio a una dieta prevalentemente a base vegetale - se non completamente vegetale - come arma efficace per prevenire e curare le malattie cronico-degenerative.

Ridurre o eliminare completamente i prodotti di origine animale è la scelta migliore per la salute: ad affermarlo è un report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che sottolinea l’utilità delle diete plant-based nella cura e prevenzione delle malattie croniche. Parliamo di quattro gruppi di patologie non trasmissibili – malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie croniche e diabete – che da sole sono responsabili del 71% delle morti premature a livello globale (circa 41 milioni di morti ogni anno).

Globalmente, una morte su cinque legata a queste patologie è la conseguenza di un’alimentazione non salutare, che comprende un consumo troppo ridotto di alimenti vegetali. Come si legge nel report, “l’OMS raccomanda di consumare almeno 400 g (cinque porzioni) di frutta e verdura (escluse le patate e altri tuberi amidacei) al giorno”. Una raccomandazione disattesa, se si pensa che in più della metà dei paesi della regione europea dell’OMS il consumo di frutta e verdura è inferiore a 400 g al giorno, e in un terzo (in particolare quelli dell’Europa orientale), l’assunzione media è inferiore a 300 g al giorno.

Le malattie cronico-degenerative e alimentazione

All’interno del report si spiega a chiare lettere la correlazione tra consumo di carne e prodotti di origine animale e l’insorgenza di malattie cronico-degenerative:

  • le malattie cardiovascolari sono responsabili di oltre la metà di tutti i decessi in Europa; le evidenze scientifiche suggeriscono che le diete vegetariane e vegane hanno un effetto protettivo contro le malattie coronariche;
  • per quanto riguarda il cancro, gli esperti sottolineano che la correlazione maggiore tra dieta e insorgenza di tumori riguarda il cancro all’intestino (noto anche come cancro del colon-retto). Come si legge nel report, “il consumo frequente (quattro o più porzioni a settimana) di carne lavorata e di carne rossa non lavorata è stato trovato per aumentare il rischio di cancro all’intestino“. Chi segue una dieta a base vegetale risulta meno soggetto all’insorgenza di tutti i tipi di tumori rispetto ai non vegetariani e, secondo il World Cancer Research Fund, le diete che riducono il rischio di cancro non contengono più che modeste quantità di carne rossa e poca o nessuna carne lavorata;
  • parlando di diabete, si tratta di una patologia la cui insorgenza è strettamente legata ad alti tassi di obesità, poiché un indice di massa corporea (BMI) elevato è il fattore di rischio più critico. Diversi studi evidenziano che i vegani e i vegetariani hanno generalmente un un BMI più basso rispetto alla popolazione onnivora, quindi un minore rischio di soffrire di diabete.

In generale, dunque, “gli effetti benefici delle diete a base vegetale, compresa la protezione che offrono
contro la mortalità prematura, forniscono forti prove per dettare linee guida che indirizzino la salute pubblica verso diete salutari a base vegetale come mezzo per prevenire e curare le malattie cronico-degenerative“.

Gli altri vantaggi delle diete veg

Oltre ai vantaggi per la salute, lo stesso report sottolinea come un’alimentazione plant-based sia benefica anche per l’ambiente: “gli alimenti associati a un impatto ambientale maggiore – carne rossa e carne rossa lavorata – sono costantemente associati all’aumento del rischio di insorgenza di malattie“. A questo, si aggiunge anche il potenziale risparmio in termini di costi sanitari: si stima che solo nel 2020 siano avvenute 2,4 milioni di morti nel mondo, e siano stati spesi 240 milioni di euro nel settore sanitario, il tutto attribuibile al consumo eccessivo di carne rossa e lavorata.

Come sostenuto ormai da tempo da numerosi studi, il passaggio a una dieta a base vegetale può anche aiutare a prevenire la perdita di biodiversità, riducendo significativamente l’uso globale di terra per l’agricoltura e per l’allevamento.

La raccomandazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è quindi di passare a un’alimentazione quanto più possibile a base vegetale. Posto che le diete 100% vegetali ben pianificate rimangono la scelta da preferire, sia per la salute che dal punto di vista dell’impatto ambientale, anche una riduzione graduale del consumo di carne e derivati animali è un primo passo importante per massimizzare gli effetti positivi sulla salute umana, degli animali e dell’ambiente.

Leggi anche: “L’insostenibile impatto della carne in Italia”: quanto ci costa a livello ambientale e sanitario? – Lo studio

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