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Frutta e noci come unica opzione vegan a bordo: la rabbia della passeggera di un volo KLM

Juanita Headley, passeggera di un volo KLM di sei ore dal Ghana a Londra, non ha nascosto la sua rabbia per avere ricevuto come unica opzione vegan a bordo solo un po' di frutta e delle noci.

Mentre Air Canada ha rivisto i suoi standard dopo aver servito solo acqua come opzione vegan, altre compagnie aeree rimangono decisamente (e incredibilmente) indietro: è di questi giorni la testimonianza di Juanita Headley, passeggera vegan di un volo dal Ghana a Londra e che si è vista servire solo noci e frutta come “pasto vegano” dalla compagnia olandese KLM.

Parliamo di un volo di oltre 6 ore, per il quale la passeggera aveva richiesto in anticipo un pasto caldo vegan – come di norma su quasi tutti i voli in caso di opzioni “speciali” – ma che ha visto proporre ananas, mandarini e noci come unico pasto plant-based disponibile. L’ennesima conferma dell’incompetenza e dell’impreparazione delle compagnie aeree quando si tratta di questo argomento, nonostante la scelta vegan sia sempre più mainstream e siano sempre di più i passeggeri a richiederla a bordo, in tutto il mondo.

Un episodio che non è passato sotto silenzio, anche perché la passeggera ha postato tutto sui social e ha avuto la possibilità di parlare in un’intervista per i media inglesi: “Per fortuna non ho un’allergia alle noci o avrei dovuto mangiare solo frutta – ha dichiarato – In questi tempi in cui il veganismo non è un fenomeno nuovo, è inaccettabile che un volo di sei ore a lungo raggio non metta a disposizione qualche opzione in più per situazioni come questa“.

Mentre non è mancato il sostegno da parte di altre persone che, negli anni, hanno vissuto la stessa situazione, sono arrivate anche le scuse ufficiali della compagnia aerea: “A causa di una situazione imprevista, sul volo non era disponibile alcun pasto vegano. Siamo dispiaciuti per quanto accaduto e vorremmo porgere le nostre più sincere scuse. Il nostro dipartimento di assistenza clienti si metterà in contatto con la signora per capire come possiamo rimediare a questo episodio.”

Sicuramente, il servizio di ristorazione aereo ha ancora molti passi da fare per riuscire, come in realtà sta avvenendo da tempo nella ristorazione in tutto il mondo, ad essere realmente inclusivo e preparato ad accogliere le nuove necessità alimentari dei propri passeggeri. Il buon esempio arriva da parte di SWISS, che in collaborazione con Oatly offre un’opzione plant-based su tutti i suoi voli.

Leggi anche: Air Canada, che prima ai vegani aveva servito acqua, ora ha un menu plant-based

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