Overshoot day Italia

Oggi è l’Overshoot Day dell’Italia: viviamo e consumiamo come se avessimo a disposizione quasi 3 Pianeti

Il 15 maggio cade l'Overshoot Day per l'Italia: questo significa che, in 5 mesi, abbiamo terminato le risorse a disposizione per tutto il 2023; da oggi in poi, aumenteremo il nostro "debito ecologico" con il Pianeta.

Bella l’Italia, vero? E se ti dicessimo che oggi è il nostro personalissimo Country Overshoot Day, il giorno in cui cadrebbe l’Earth Overshoot Day se tutta l’umanità consumasse al ritmo della popolazione italiana? Sì, hai capito bene: se tutta la Terra desse fondo alle risorse disponibili al ritmo in cui lo facciamo nel nostro Paese, oggi – nemmeno a metà anno – avremmo già terminato tutte le risorse disponibili per il 2023, con una persistenza allarmante del nostro debito ecologico nei confronti del Pianeta che ci ospita.

A fornire questi dati – ottenuti combinando le misurazioni più affidabili e aggiornate e plasmando le ipotesi più ragionevoli – è Global Footprint Network, organizzazione internazionale per lo sviluppo sostenibile, che cerca di fare luce sullo sfruttamento delle risorse naturali in risposta ai cambiamenti climatici.

Né passi avanti né passi indietro: l’Overshoot Day italiano cade quest’anno esattamente nella stessa data del 2022, dando prova del fatto che – se per ora non siamo di fronte a un peggioramento – sicuramente non stiamo facendo abbastanza per invertire la rotta. Ogni Paese al mondo ha il suo Country Overshoot Day: c’è chi, come il Qatar e il Lussemburgo, ha terminato le risorse disponibili per il 2023 già a febbraio e chi, invece, è in grado di farsele bastare fino a dicembre, come l’Ecuador e la Jamaica. Da oggi, come noi, sono in debito con il Pianeta anche il Cile e le Bahamas.

A maggio, quindi, abbiamo terminato ufficialmente le risorse naturali che il Pianeta può rigenerare in un anno e come nazione daremo fondo a più risorse di quelle che la Terra ci può offrire per quest’anno, vivendo e consumando come se avessimo a disposizione circa 2,7 pianeti. Per conoscere la data dell’Earth Overshoot Day 2023 dovremo invece aspettare il prossimo 5 giugno, la Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Una dieta vegetale per invertire la rotta

Il calcolo dell’Overshoot Day è iniziato negli anni ’70 – quando il “debito” dell’umanità con la Terra era minimo – e man mano ha visto anticiparsi la data in modo preoccupante, fino a giungere a luglio lo scorso anno. Oggi si calcola che il debito ecologico cumulativo sia equivalente a circa 18 anni terrestri: questo significa che ci vorrebbero 18 anni di totale inutilizzo delle risorse terrestri per invertire i danni provocati dal sovra sfruttamento umano, supponendo che i danni possano considerarsi completamente reversibili (e in molti casi non è così).

L’impronta ecologica di ogni Paese e globale è calcolata tenendo conto di diversi fattori, tra i quali certamente lo sfruttamento delle risorse, il consumo del suolo, la deforestazione, ma anche la gestione urbana, l’emissione di gas inquinanti, la crescita della popolazione e l’alimentazione umana. Al motto di #MoveTheDate, il Global Footprint Network suggerisce ogni anno diverse possibili soluzioni per spostare la data, ma evidentemente tutto questo non basta.

Parlando di alimentazione, i dati sono chiarissimi: già solo riducendo del 50% il consumo globale di carne, riusciremmo a spostare la data dell’Overshoot Day di 17 giorni; di altri 13, se fossimo in grado anche di ridurre lo spreco alimentare attuale. Eppure, metà della biocapacità della Terra è impiegata attualmente per la produzione di cibo, un cibo prevalentemente di origine animale insostenibile per diversi, evidentissimi motivi, ma su cui continuiamo imperterriti a fare un preoccupante affidamento. Oggi, gli allevamenti intensivi occupano il 77% dei terreni agricoli mondiali, ma producono solo il 18% di tutte le calorie e il 37% di tutte le proteine consumate a livello globale.

Crediamo che, come in occasione della Giornata Mondiale della Terra, sia necessario spostare il focus sul vero nodo nevralgico della questione: è inutile affannarsi a cercare fonti di energia rinnovabili, inventare ex novo modelli economici sostenibili e arrancare per continuare su questa strada, impattando di meno. Il punto è proprio che non possiamo continuare su questa strada, non possiamo illuderci di trovare metodi alternativi e sostenibili per dare fondo a risorse che, lo sappiamo tutti, non sono infinite e ci stanno già sfuggendo di mano.

Bisogna agire, subito, e il mezzo più potente che abbiamo a disposizione tutt*, in qualsiasi momento, è scegliere un’alimentazione plant-based.

Leggi anche: Nella Giornata Mondiale della Terra, il nostro invito è ad agire, non solo a “celebrare”

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