Paolo Crepet e le sue dichiarazioni shock sui vegani: tra disinformazione e viralità

Come le parole del noto psichiatra Paolo Crepet possono alimentare stereotipi e pregiudizi, e perché la società dà loro così tanto peso

Ieri, Paolo Crepet, rinomato psichiatra e commentatore televisivo, ha espresso alcune opinioni piuttosto controverse relative ai vegani, focalizzandosi in modo particolare sulle donne che adottano questo stile di vita.

Durante un evento pubblico, ha dichiarato:

“Sono diventati tutti vegani, questi sfigati di ventenni… Inviti una ragazza a cena e questa mangia miglio… Neanche condito con il balsamico, ma con l’aceto di mela… Ma che ci si fa con una così? L’amore? Ma a quella le viene in mente che dopo le vengono le occhiaie. chissà che si inventa. pazzesco. Moriremo eleganti”.

Con queste parole, Crepet è riuscito, in un solo intervento, a lanciare frecciate non solo ai vegani, ma anche alle donne, alle donne vegane e a tutta la generazione dei ventenni.

Queste parole hanno suscitato molte reazioni, tra cui quella di Selvaggia Lucarelli, che ha condiviso il video con un commento gelido, sottolineando la superficialità delle affermazioni di Crepet.

Ciò che colpisce è come dichiarazioni di questo tipo, frutto di disinformazione, pressapochismo e un umorismo discutibile, possano diventare virali e occupare grande spazio sulle principali testate giornalistiche. Le notizie vengono condivise a una velocità impressionante, e spesso senza un’adeguata riflessione.

Non possiamo e non dobbiamo ridurre un discorso che perpetua stereotipi e pregiudizi a una “semplice opinione”. Ogni parola ha un peso, e quando queste parole provengono da figure pubbliche influenti, l’impatto può essere amplificato e avere ripercussioni durature. Accettare tali discorsi come mere opinioni significa normalizzare la discriminazione e minare gli sforzi di chi lavora per un mondo più inclusivo e rispettoso.

crepet vegani

È essenziale riconoscere l’enorme responsabilità che le figure pubbliche, come Crepet, detengono nel plasmare l’opinione pubblica. La loro visibilità e influenza, amplificate dai media e dalle piattaforme digitali, rendono ogni loro dichiarazione potenzialmente virale.

Pertanto, è cruciale che siano profondamente consapevoli dell’eco e delle ripercussioni che le loro parole possono generare. Prima di esprimere opinioni, soprattutto su argomenti delicati o controversi, dovrebbero ponderare attentamente le possibili conseguenze, considerando come queste possano influenzare o addirittura danneggiare intere comunità o gruppi sociali. Una dichiarazione avventata o poco informata può alimentare pregiudizi e divisioni, rendendo più difficile il dialogo costruttivo e l’armonia sociale.

Nell’attuale panorama mediatico, i media rivestono un ruolo cruciale nella diffusione delle notizie. Mentre la loro responsabilità principale è quella di informare il pubblico, è evidente che in un’epoca dominata dai social media e dalla corsa ai “like”, vi è una crescente tentazione di utilizzare notizie come quella di Crepet per generare sensazionalismo e catturare l’attenzione. In questo contesto, i media dovrebbero riflettere sull’importanza di presentare le informazioni in modo equilibrato, evitando di cadere nella trappola di amplificare o manipolare le notizie solo per aumentare la visibilità o i profitti.

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