Pelle vegana fiori

Dall’India arriva Fleather, la pelle vegana fatta con i fiori

Si tratta di pelle vegana fatta con i fiori, o meglio, con i loro scarti ed è un materiale nato nel 2018 dall'esigenza di eliminare tonnellate di rifiuti dai fiumi.

Si chiama Fleather ed è un nuovo materiale sviluppato come alternativa sostenibile alla pelle animale; delicato e liscio al tatto, è creato a partire da una materia prima inaspettata: i fiori. Ad averlo sviluppato è una start-up indiana, Phool, che ha fatto dell’economia circolare e della produzione etica e sostenibile la sua missione, nonché il suo tratto distintivo.

Il tutto ha avuto inizio nel 2015 con l’obiettivo di rendere l’India – e più in grande, il mondo – un posto migliore: l’input è arrivato dopo un giro turistico che il fondatore, Ankit Agarwal, ha fatto sulle rive del fiume Gange insieme a un amico. Ad accoglierli, i due hanno trovato un fiume letteralmente sommerso da valanghe di rifiuti, tra i quali spiccavano tonnellate di fiori – calendule, rose e crisantemi soprattutto – scartati dai templi e dai fedeli.

Pelle vegana fiori
Credits: Phool

I fiori, infatti, vengono molto spesso impiegati nei rituali indù e per questo sono considerati sacri, e non possono essere smaltiti insieme al resto dei rifiuti. Senza contare che molti di questi stessi rituali prevedono proprio che i fiori vengano depositarli in un fiume, creando problemi di inquinamento legati non solo al loro accumulo, ma anche alle sostanze chimiche contenute nei pesticidi impiegati per la coltivazione.

Pelle vegana creata con i fiori: come nasce?

Un problema evidentemente non trascurabile, e che necessitava di una soluzione: perché quindi non usare quei fiori per creare materiali etici e sostenibili? E così è stato: fin dalla sua fondazione, l’azienda ha raccolto e utilizzato oltre 11 mila tonnellate di scarti di fiori raccolti da templi e moschee, che inizialmente venivano impiegati per creare bastoncini di incenso totalmente naturale e zero waste.

Pelle vegana fiori
Credits: Phool

Poi è stato il turno di “Florafoam”, un’alternativa compostabile al polistirolo, creata modellando fiori secchi con funghi naturali. L’azienda, però, ha poi capito che gli scarti dei fiori potevano essere usati in altro modo, con una scoperta del tutto casuale: nel 2018, alcuni impiegati hanno notato una patina bianca che ricopriva una pila di fiori di scarto sul pavimento della fabbrica. Un’occhiata più da vicino ha portato alla luce una sorta di “rete fibrosa” sottile e resistente creata, si è scoperto dopo, da alcuni microrganismi che si nutrono di cellulosa.

E così, dopo un periodo di studio, perfezionamento e ricerca, nel 2021 è nata ufficialmente Fleather, che oggi viene prodotta coltivando in laboratorio i microrganismi in grado di creare il materiale. Il risultato è un materiale facilmente lavorabile, resistente e totalmente cruelty-free, al tatto molto simile al cuoio. Finora è stato impiegato per realizzare diversi prototipi di prodotti tra cui portafogli, borse a tracolla, sandali e scarpe da ginnastica piuttosto soddisfacenti, ma l’idea è quella di continuare a lavorare e perfezionare Fleather per estenderne l’impiego anche ad altri settori.

Foto di copertina: bbc.com

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Laura Di Cintio

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