Peste Suina: i 10 maiali del rifugio Cuori Liberi sono stati abbattuti nonostante le proteste

Proteste e appelli inascoltati: la comunità vegan in lutto per la decisione dell’Ats Pavia. I maiali sono stati abbattuti

Dieci maiali del rifugio “Progetto Cuori liberi” di Zinasco, provincia di Pavia, sono stati abbattuti oggi a seguito di un’ordinanza dell’Ats Pavia relativa a un focolaio di peste suina africana, nonostante le proteste degli attivisti e le rigide misure di biosicurezza in atto. Questa malattia, che ha già colpito l’industria suina globalmente, ha ora toccato anche l’Italia, suscitando profonda preoccupazione tra gli attivisti per i diritti animali. Gli animali del rifugio, salvati da situazioni di maltrattamento o provenienti da allevamenti, avevano trovato una seconda chance lontano da sofferenze, ma sono diventati tragicamente protagonisti di questa emergenza. Gli attivisti, radunati in segno di solidarietà, hanno assistito stamani impotenti all’abbattimento degli animali. Le forze dell’ordine sono entrate nel rifugio in tenuta antisommossa e hanno sfondato il muro di solidarietà degli attivisti.

Dodici tra le principali associazioni animaliste italiane avevano unito le forze, inviando un’istanza urgente alle autorità competenti. Il loro obiettivo era chiaro: chiedere un incontro per discutere possibili soluzioni alternative all’abbattimento. Queste associazioni, con l’appoggio di numerosi cittadini e sostenitori, avevano sottolineato l’importanza delle precauzioni già in atto nel rifugio e avevano sollecitato una nuova valutazione della situazione, sperando in un esito diverso.

Il rifugio “Progetto Cuori liberi” non è un semplice luogo di transito per animali. È un luogo di speranza, dove ogni animale ha una storia, spesso fatta di sofferenza, ma che nel rifugio trova un lieto fine. Questo aspetto, fondamentale per comprendere la profondità della perdita, non sembra essere stato preso in considerazione nell’adozione dell’ordinanza di abbattimento.

La notizia ha suscitato profonda tristezza e indignazione non solo tra gli attivisti presenti, ma anche nella più ampia comunità vegan e tra tutti coloro che credono nel rispetto e nella protezione degli animali. Molti sostengono che la situazione avrebbe potuto e dovuto avere un esito diverso. Che ulteriori soluzioni avrebbero potuto essere esplorate. Che la vita di questi maiali avrebbe potuto essere salvata.

In questo momento di riflessione, la comunità vegan e gli attivisti per i diritti degli animali si uniscono nel dolore, ma anche nella determinazione. La speranza è che episodi come questo possano portare a una maggiore consapevolezza e a decisioni future più ponderate e rispettose della vita animale.

Credits foto: primapavia.it

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