Pomodoro: al via la campagna di lavorazione 2020, la ripresa dei lavori dopo l’emergenza Coronavirus

Riprende la produzione di conserve e passate di pomodoro, che secondo le stime quest'anno supererà del 20% quella del 2019. Parliamo di un settore produttivo di importanza strategica per l'Italia, che risulta il secondo trasformatore di pomodoro al mondo dopo gli Stati Uniti.

Riparte a pieno regime in Italia la lavorazione del pomodoro, dopo l’emergenza Coronavirus: Conserve Italia, consorzio cooperativo che comprende numerose aziende che si occupano della conservazione e commercializzazione di frutta e vegetali, dà il via alla campagna 2020 per la lavorazione di quasi 400 mila tonnellate di pomodoro. Un inizio dei lavori quanto mai atteso, dato che il lockdown ha visto un considerevole aumento del consumo di frutta e verdura fresca insieme a un incremento delle vendite di conserve e passate, tanto da portare a terminare quasi tutte le scorte esistenti. Si parla di un +50% nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Secondo le stime, la produzione quest’anno supererà del 20% quella dello scorso anno, con il coinvolgimento di 1170 lavoratori stagionali impiegati in quattro stabilimenti di lavorazione differenti in Emilia-Romagna, Toscana e Puglia.

Tra i marchi che fanno parte di Conserve Italia ci sono anche grandi aziende da sempre impegnate nel settore della lavorazione e conservazione di vegetali; tra queste Cirio, Valfrutta e Yoga, che hanno scelto il marchio di garanzia VEGANOK per i loro prodotti. Quest’ultimo garantisce l’impiego di materie prime di qualità, ma soprattutto un prodotto finale vegetale al 100% non solo negli ingredienti, ma – cosa unica nel mondo delle certificazioni vegan – anche nel packaging.

Pomodoro da industria: un settore importante per l’economia in Italia

Quello del pomodoro e soprattutto della sua trasformazione, è un settore particolarmente rilevante per l’economia italiana: secondo i dati diffusi dall’ANICAV – l’Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali – e relativi al 2019, il nostro Paese è il secondo trasformatore di pomodoro al mondo dopo gli Stati Uniti, con un fatturato di oltre 3,3 miliardi di euro. Ma non basta, perché l’Italia rappresenta oltre il 13% della produzione mondiale, e quasi il 49% di quella europea. Oltre la metà delle produzioni è destinata al mercato estero, nel quale da sempre il Made in Italy è sinonimo di qualità, con un valore di 1,7 miliardi di euro.

Per l’economia italiana, quindi, siamo di fronte a un settore importante da più punti di vista: non solo quello della coltivazione della materia prima, ma un business che interessa tutti i passaggi della filiera produttiva, dalla lavorazione del pomodoro alla distribuzione e commercializzazione del prodotto finito.

Da sottolineare l’intervento da parte di ANICAV rispetto alla produzione di conserve e passate ai tempi del Coronavirus:

Dai clienti esteri sono pervenute richieste di certificazioni aggiuntive alle aziende della trasformazione riguardo la sicurezza e salubrità dei nostri prodotti, in particolare per quanto riguarda il rischio infezione da Covid-19. Certificazioni aggiuntive sono da ritenersi assolutamente inutili, in quanto il pomodoro trasformato è un prodotto perfettamente sicuro grazie ai particolari processi industriali di trasformazione e grazie alle tecniche utilizzate nelle fasi di lavorazione.

Inoltre l’intero processo di lavorazione della materia prima – dalla raccolta all’inscatolamento – è controllato e garantito secondo i protocolli igienico sanitari, con personale sottoposto a rigidi protocolli per la sicurezza e avviene con ausilio di alte temperature, in ambienti di lavorazione sanificati e con l’utilizzo di macchinari sterilizzati. Inoltre, non sussistono pericoli di contaminazione per il prodotto che, essendo naturalmente acido, crea vita difficile alla proliferazione di microrganismi. Infine, dopo la chiusura, ogni scatola è sottoposta a ulteriore sterilizzazione con l’inattivazione microbiologica ed enzimatica del contenuto”.

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