Primo ministro indiano climate change

Il Primo Ministro indiano non ha dubbi: il climate change va “combattuto a tavola”

Durante una conferenza sul clima indetta dalla Banca mondiale, il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha ricordato il ruolo centrale del singolo nella lotta alla crisi climatica, partendo da quello che si sceglie di mangiare.

La crisi climatica si deve combattere anche a tavola“: con queste parole, il Primo Ministro indiano Narendra Modi si è esposto pubblicamente su una delle questioni più pressanti del nostro tempo, sottolineando che le azioni del singolo giocano un ruolo fondamentale.

Il politico, vegetariano, ha parlato durante un evento della Banca mondiale dello scorso 14 aprile, incentrato proprio sui cambiamenti climatici e sulle azioni che si possono mettere in atto per mitigarli, partendo dalla consapevolezza personale. “Quando un’idea passa dai tavoli delle conferenze mondiali ai tavoli da pranzo, diventa un movimento di massa. – ha dichiarato – Le persone in tutto il mondo sentono parlare del cambiamento climatico e molti di loro provano ansia perché non sanno cosa possono fare al riguardo. Sono costantemente portati a pensare che solo i Governi o le istituzioni globali abbiano un ruolo tutto questo, ma imparando che anche loro possono contribuire, la loro ansia si trasformerà in azione”.

Il punto di svolta, secondo Modi, è quindi la democratizzazione della lotta ai cambiamenti climatici, che solo con la partecipazione di tutti si può sperare di vincere, anche tendendo conto dell’ultimo report dell’IPCC, un vero e proprio ultimatum: se vogliamo evitare la catastrofe climatica, è indispensabile agire adesso.

Cambiamenti climatici: la chiave è un’alimentazione vegetale

Le evidenze scientifiche non danno adito a dubbi: la scelta di un’alimentazione a base vegetale è il mezzo più forte, concreto e immediato che ognuno di noi ha a disposizione per agire contro il cambiamento climatico. L’impatto della produzione di alimenti di origine animale – su cui purtroppo si basa la gran parte del sistema alimentare globale – non è più sostenibile e continuare su questa strada significa semplicemente andare dritti e consapevoli verso l’autodistruzione.

Anche se nel suo discorso Modi non ha fatto nessun accenno specifico a una dieta plant-based, tra le altre cose ha fatto riferimento alla necessità di supportare la popolazione nella scelta di alimenti sostenibili, nell’educazione a un uso responsabile delle risorse e, in generale, nell’adozione di stili di vita sani. Questo, come è ormai risaputo, si traduce inevitabilmente nella scelta di alimenti vegetali e nell’esclusione di carne e derivati animali in generale, il cui impatto ambientale è enorme.

E il discorso parrebbe valere anche per l’India, che pur risultando uno dei Paesi con un sistema alimentare più fortemente a tradizione vegetale al mondo, vede i consumi di carne – specialmente di pollo – e di derivati animali come uova e latte rimanere alle stelle. I numeri però sono incoraggianti e parlano comunque di una popolazione “veg-friendly”, con circa 574 milioni di persone che seguono una dieta senza carne, anche se solo il 9% della popolazione si identifica come vegan.

Leggi anche: Quale sarebbe il “prezzo reale” di carne e derivati animali calcolando il loro impatto ambientale?

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