Prosciuttopoli: la frode è ancora in corso. L’indagine di Report

"La porcata" di Emanuele Bellano: è il titolo dell'inchiesta di Report andata in onda su Rai 3 lunedì 20 Maggio 2019 sullo scandalo della contraffazione del prosciutto di San Daniele e Di Parma. Il caso è stato portato alla luce nel 2018 dalla testata “Il fatto Alimentare” che ha coniato il termine “Prosciuttopoli”.

“La Porcata”.

I prodotti DOP prosciutto di Parma e prosciutto San Daniele generano un volume d’affari di circa un miliardo di euro. Per essere immessi in commercio devono ricevere il marchio DOP del consorzio di tutela che supervisiona la produzione, e garantisce che il disciplinare di produzione che regola il processo, venga rispettato. É stato accertato da un’indagine condotta dalle procure di Torino e Pordenone che nella filiera di queste due tipologie di prosciutto sarebbe stata largamente usata carne di maiale danese Duroc, ovviamente non ammesso dal regolamento.

L’accusa è dunque di frode in commerciocontraffazione dei marchi e truffa ai danni dell’Unione europea aggravata per l’utilizzo di tipi genetici non ammessi dai Consorzi. Circa un milione di prosciutti è stato sequestrato dagli inquirenti. A circa il 20% della produzione annua di Parma e San Daniele è stato revocato il marchio DOP. Lo scandalo è stato portato alla luce nel maggio 2018 ma le telecamere di Report hanno documentato che la frode risulta essere ancora in corso.

Prosciuttopoli viene definita tra le operazioni più importanti nella lotta alla criminalità agroalimentare condotte nel corso dell’anno. Stiamo parlando di oltre 300 soggetti segnalati all’autorità giudiziaria; quasi un milione di cosce sequestrate.

Coinvolti anche gli enti certificatori che avrebbero dovuto monitorare e controllare la produzione: il Ministero delle Politiche agricole ha commissariato per sei mesi dal 1° maggio 2018, l’Istituto Parma Qualità e l’Ifcq Certificazioni che svolgono, su autorizzazione del ministero, le funzioni di controllo sulle filiere di diversi salumi e formaggi Dop e Igp, tra cui appunto il Prosciutto di Parma e quello San Daniele. Il commissariamento è stato disposto dall’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del ministero.

L’inchiesta di report mette in luce anche un altro tema sconosciuto alla maggior parte dei consumatori: le condizioni di vita degli animali all’interno degli allevamenti all’interno di un ambito di produzione, quello della carne, che si macchia continuamente di reati e di scandali. Ci teniamo a ricordare che il Consorzio del prosciutto di Parma è stato al centro di una inchiesta condotta tra febbraio e giugno 2017 dal team investigativo dall’associazione Essere Animali e successivamente di Animal Equality sulla “qualità della vita” dei maiali in otto allevamenti: le telecamere hanno documentato una situazione terribile con animali in stato di grave sofferenza e situazioni di maltrattamento abusi indicibili a cui erano sottoposti. L’indagine e i video che testimoniano questo orrore, sono reperibili sul sito ufficiale delle associazioni.

 

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