proteine di patate testurizzate

Le prime proteine testurizzate di patate arrivano dall’Olanda: svolta per il settore veg?

L'azienda KMC arriva sul mercato con un prodotto innovativo, che si affianca alle proteine testurizzate di soia e piselli, già ampiamente utilizzate come ingrediente base di numerosi alimenti vegetali.

L’azienda olandese KMC apre nuove frontiere per le alternative vegetali alla carne, con la produzione di proteine testurizzate di patate: a detta dell’azienda, siamo di fronte a un prodotto unico al mondo, che potrebbe presto sostituire o affiancare le ben più note proteine della soia o dei piselli nelle formulazioni degli alimenti plant-based.

Un risultato che arriva dopo un primo tentativo di produrre proteine alternative partendo dalle patate; in quel caso, l’azienda ha prodotto proteine in polvere, scoprendo che il risultato non offriva vantaggi significativi dal punto di vista nutrizionale rispetto agli ingredienti già usati. La vera innovazione è arrivata in seguito, quando l’azienda è stata in grado di trasformare la polvere in un ingrediente strutturato che unisce un elevato valore nutritivo a una struttura simile a quella della carne.

Lo sviluppo di questo prodotto fa parte di un programma di innovazione più ampio, secondo il quale KMC crea ingredienti a base vegetale in grado di sostituire gli ingredienti di origine animale negli alimenti. L’azienda è già in grado di produrre queste proteine su larga scala e, quest’anno, prevede di produrre 300 tonnellate di proteine ​​testurizzate – aumentando la produzione nei prossimi anni. “Con il nostro nuovo prodotto – dichiara esper Burgaard CEO di KMC – possiamo offrire ai consumatori di tutto il mondo una proteina rispettosa dell’ambiente, prodotta dai coltivatori di patate danesi. Crediamo fermamente che le queste proteine testurizzate giocheranno un ruolo cruciale nello sviluppo di nuove soluzioni a base vegetale per i consumatori di tutto il mondo“.

L’innovazione nel mondo degli alimenti vegetali

L’impegno per creare proteine alternative non si limita a questo risultato dell’azienda olandese: qualche mese fa abbiamo parlato di due progetti portati avanti da alcuni ricercatori danesi, per creare alternative sostenibili ai prodotti animali.

Da una parte Proferment, gestito dal Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Copenaghen: gli studiosi lavorano al processo di fermentazione di alcuni alimenti partendo da una combinazione di batteri Bacillus e varie muffe, con lo scopo di aumentarne il valore nutritivo, creando allo stesso tempo una nuova categoria di prodotti proteici innovativi, che possano rappresentare una “vera” alternativa sostenibile alle proteine ​​animali. Il progetto, che prevede la collaborazione tra l’Università di Copenaghen, l’Università tecnica della Danimarca e l’Università di Utrecht dal 1 gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2027, ha ottenuto una sovvenzione di circa 7,5 milioni di euro (56 milioni di corone danesi).

Dall’altra parte c’è, SeedFood, guidato dalla professoressa Marianne Nissen Lund, ricercatrice del Dipartimento di Scienze alimentari dell’Università di Copenaghen. Anche in questo caso, sono stati investiti circa 7,5 milioni di euro per finanziare i lavori, che riguarderanno la colza e la possibilità di renderla un alimento adatto all’alimentazione umana. L’obiettivo è  di estrarre le proteine della colza – che sono molto ricche di aminoacidi essenziali – con procedimenti sostenibili, per poi utilizzarle per la produzione di alimenti proteici vegetali. Il vero scoglio riguarderà la modifica delle proprietà sensoriali di queste proteine ​​(compreso il gusto e la sensazione in bocca) nonché la funzionalità negli alimenti (formazione delle consistenze desiderate).

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