Ridurre l’acquisto di snack malsani? Basta toglierli dalle casse dei supermercati

Rimuovere caramelle e patatine dalle casse del supermercato ridurrebbe in maniera significativa l'acquisto di snack malsani. Le politiche volte a rimuovere dolci e patatine dalle casse si sono dimostrate efficaci nel contenere la quantità di snack insalubri acquistati. È quanto suggerisce una nuova ricerca condotta dall'Università di Cambridge pubblicata sulla rivista PLOS. La posizione di tali cibi nei pressi delle casse induce al consumo immediato e all'acquisto. Nei supermercati coinvolti nella ricerca, la rimozione ha inciso per un 76% alla diminuzione in termini di consumo: un numero notevole. La ricerca dimostra la responsabilità dei supermercati nella definizione della domanda di determinati prodotti.

Rimuovere caramelle e patatine dalle casse del supermercato ridurrebbe in maniera significativa l’acquisto di snack malsani. Le politiche volte a rimuovere dolci e patatine dalle casse potrebbero portare a una drastica riduzione della quantità di cibo malsano acquistato, suggerisce una nuova ricerca condotta dall’Università di Cambridge.

Sebbene i rivenditori siano chiaramente reattivi alla domanda dei consumatori, svolgono anche un ruolo importante nel plasmare le preferenze alimentari e il comportamento di acquisto. Una ricerca dimostra come la posizione strategica di un prodotto in un supermercato, può determinare il successo di quel prodotto e indurre al consumo.

Lo studio, pubblicato sulla rivista PLOS Medicine, ha rilevato una diminuzione pari al 76% in termini di acquisto di prodotti ad alto contenuto di zucchero, snack o patatine nei supermercati che non posizionano queste referenze nei pressi della casse. Il dato emerge dall’analisi dei comportamenti di 7.500 consumatori nel periodo 2016-17, verificando la diversità di acquisto nel caso di negozi con o senza snack situati in prossimità delle casse. Le catene di supermercati prese in esame sono nove (Aldi, Asda, Co-op, Lidl, M&S, Morrisons, Sainsbury’s, Tesco e Waitrose), sei dei quali tra il 2013 e il 2017 hanno tolto dolci e snack dalle casse.

Chi acquista questi prodotti, tende a consumarli “on-the-go” (consumo impulsivo e immediato). Lo studio però ha analizzato il comportamento anche di coloro che li acquistano per portarli a casa. È stata esaminata la modalità d’acquisto in un campione di 30.000 famiglie per verificare se c’erano stati cambiamenti dopo che i supermercati avevano tolto snack e dolci dalle casse, lasciandoli solo sugli scaffali all’interno delle corsie. L’indagine ha rilevato una diminuzione immediata del 17% dell’acquisto dei questi prodotti.

Studio completo: Supermarket policies on less-healthy food at checkouts: Natural experimental evaluation using interrupted time series analyses of purchases

Le grandi catene britanniche di supermercati come Tesco, Asda e Sainsbury hanno conquistato la maggior parte del mercato alimentare e svolgono un ruolo importante nel plasmare le preferenze alimentari e il comportamento d’acquisto. Pratiche di vendita al dettaglio come disposizione di prodotti, posizionamento, promozioni e prezzi possono influenzare le scelte dei consumatori nei negozi.

Le casse del supermercato offrono una posizione unica per sollecitare gli acquisti perché sono una tappa obbligata per tutti i clienti che passano anche molto tempo in coda; la maggior parte del cibo nei pressi della cassa è considerata malsana. Nell’ultimo decennio, molti gruppi di supermercati del Regno Unito hanno assunto impegni volontari per rimuovere o limitare il junk food presso le casse o per fornire opzioni più salutari.

Molti snack raccolti alla cassa potrebbero essere non pianificati, acquisti d’impulso – e le opzioni tendono ad essere ad alto contenuto di zucchero, cioccolate o patatine“, afferma il dott. Jean Adams del Center for Diet and Activity Research dell’Università di Cambridge. “Diversi supermercati hanno ora introdotto politiche per rimuovere questi articoli dalle loro casse: questo ha avuto un impatto sulle scelte di acquisto delle persone“.

Shelf Marketing: che cos’è?

La posizione dei prodotti in un supermercato non è certamente casuale ma il frutto di ricerche molto specifiche e mirate. Le strategie di collocazione seguono regole commerciali volte a influenzare le scelte del consumatore, a prolungare la sua presenza all’interno del supermercato e a spingerlo ad acquistare un prodotto piuttosto che un altro. I percorsi interni sono studiati in maniera molto precisa per ottenere migliori dati di vendita. Un esempio su tutti: i beni di prima necessità sono posizionati lontani dall’ingresso principale e seguono un percorso primario in cui si intersecano le varie corsie: i prodotti sono disposti in modo da indurre il consumatore a ripercorrere più volte i vari reparti “spingendolo” ad acquistare prodotti di impulso. Maggiore è il tempo di permanenza, maggiore la possibilità di fare un acquisto non previsto.

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