riforme benessere animale

“Un fallimento democratico”: l’UE Frena sulle riforme del benessere animale

Impegni non mantenuti e ritardi caratterizzano la risposta della Commissione Europea sulle normative di protezione animale.

In una mossa tanto sorprendente quanto scoraggiante, la Commissione Europea ha rallentato le aspettative di avanzamenti significativi nelle riforme del benessere animale, un ambito cruciale della legislazione a tutela degli animali.

Malgrado gli impegni precedenti e la forte pressione pubblica, il progetto di riforma sembra essere stato accantonato, con serie ripercussioni per miliardi di creature senzienti in tutta l’Unione Europea. In particolare, è stata ignorata la cruciale proposta di eliminare l’uso delle gabbie, un argomento sollevato dall’Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Cage Age”, evidenziando un disinteresse preoccupante per le richieste democratiche e il benessere animale.

La mancata presentazione delle proposte da parte della Commissione europea è stata etichettata dagli eurodeputati come un “fallimento democratico”.

Un’Agenda incompleta: la delusione sulle normative

Nel cuore della questione c’è il mancato adempimento di promesse chiave fatte nel quadro della strategia Farm to Fork, parte integrante del Green Deal europeo. Questa iniziativa aveva alimentato speranze di cambiamenti sostanziali nelle pratiche di allevamento, trasporto e macellazione degli animali. Tuttavia, secondo le informazioni recentemente emerse, la Commissione ha drasticamente ridotto il campo d’azione delle sue proposte legislative, concentrando i suoi sforzi solo sulla regolamentazione del trasporto di animali vivi.

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La voce dei cittadini ignorata

Questa mossa ha lasciato in sospeso questioni cruciali, tra cui la necessaria revisione delle condizioni di vita negli allevamenti e l’urgente necessità di eliminare l’uso delle gabbie, un tema portato all’attenzione pubblica dall’Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Cage Age”. Inoltre, la mancanza di un quadro legislativo per promuovere sistemi alimentari sostenibili segna un altro passo indietro nel tentativo di allineare le politiche alimentari e agricole con gli obiettivi di sostenibilità e di lotta al cambiamento climatico.

Reineke Hameleers, Direttore Generale di Eurogroup for Animals ha dichiarato:

“Siamo profondamente sconcertati dal fatto che la Commissione Europea non abbia avuto la volontà politica di mantenere la sua promessa, voltando le spalle ai cittadini e alla scienza. Dopo decenni di lavoro, abbiamo intrapreso numerosi dialoghi, valutazioni di impatto e raccolto pareri scientifici. Le petizioni, le Iniziative dei Cittadini Europei e il particolare Eurobarometro del 2016 dimostrano chiaramente che i cittadini europei vogliono di più per gli animali, eppure, le grandi aziende continuano ad avere il sopravvento. Non ci arrenderemo, ma continueremo a spingere affinché la Commissione Europea si impegni su una tempistica chiara per le altre proposte. Il momento è adesso. Non accetteremo ulteriori ritardi.”

Il cammino continua

Di fronte a questa situazione, le reazioni da varie organizzazioni per i diritti degli animali non si sono fatte attendere. Vi è stata una forte espressione di sconcerto e una chiamata all’azione, evidenziando come la decisione della Commissione ignori non solo le richieste dei cittadini, ma anche le necessità etiche e ambientali urgenti. La delusione è aggravata dal riconoscimento che, mentre la burocrazia rallenta, la sofferenza degli animali continua indisturbata.

Nonostante il panorama attuale, la battaglia non è considerata persa. Attivisti, organizzazioni no-profit e cittadini consapevoli stanno raddoppiando i loro sforzi, chiedendo impegni concreti e azioni immediate. In questo contesto, diventa ancora più evidente l’importanza delle scelte individuali e collettive. Ogni decisione relativa al consumo, in particolare la transizione verso diete basate su alimenti vegetali, è ora più che mai un atto politico e un passo verso la realizzazione di un futuro più compassionevole e sostenibile per tutti gli abitanti del nostro pianeta.

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