Siamo più intelligenti

“Siamo più intelligenti”: se è così, allora perché continuiamo a mangiare gli animali?

Siamo davvero più intelligenti degli altri animali? Nonostante sia una convinzione diffusa, facciamo molte cose molto poco intelligenti: tra queste, il consumo di carne e derivati animali. Ecco perché.

Se c’è una convinzione condivisa dalla maggior parte delle persone, questa riguarda la superiorità umana rispetto agli altri animali, almeno quando si parla di ingegno: siamo più intelligenti, non c’è storia. “Guarda dove siamo arrivati” è la spiegazione, parlando della società che abbiamo costruito, delle tecnologie che abbiamo a disposizione e – di fatto – del dominio che abbiamo acquisito sul Pianeta.

Ammesso che abbia senso fare un paragone del genere (e noi crediamo di no: misurare l’intelligenza di un altro animale rispetto a parametri umani non ha alcun senso), e accettando questo assunto di superiorità, viene da chiedersi perché, allora, ci ostiniamo a portare avanti tradizioni anacronistiche e aberranti, come il consumo di carne.

Intelligenti, certo, ma allora perché facciamo cose poco intelligenti?

Se ci pensiamo, l’essere umano è l’unico animale a portare avanti tradizioni e usanze che arrecano consapevolmente danni ad altri esseri viventi: nessun altro animale uccide o sfrutta altri animali per sport, divertimento o per qualsiasi altro bisogno che si discosti dalla mera sopravvivenza.

L’uomo, invece, si arroga da sempre del diritto di disporre a piacimento della vita degli altri animali, forte proprio della sua intelligenza. Eppure, questo atteggiamento è tutt’altro che intelligente. Al di là della questione etica – che è il cardine della scelta vegan – verrebbe da chiedersi perché ci ostiniamo a portare avanti usanze che hanno un carattere autodistruttivo.

Le temperature roventi di questa estate ci hanno messo di fronte alla crisi climatica che stiamo vivendo ormai da qualche decennio, proprio a causa delle attività umane più sconsiderate: tra queste, spicca senza dubbio il fare affidamento su un sistema alimentare globale insostenibile, basato in gran parte su prodotti di origine animale. 

Siamo più intelligenti

Già nel 2015, l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva espresso un parere unanime sulle conseguenze che il consumo di carne ha sulla salute umana: le carni lavorate (ad esempio il prosciutto) sono state classificate come “cancerogeno per l’uomo” (Gruppo 1), al pari del fumo di sigaretta. Il consumo di carne rossa, invece, è stato classificato come “probabilmente” cancerogeno per l’uomo “(Gruppo 2A). Nel fare questa valutazione, il team di lavoro ha preso in considerazione tutti i dati rilevanti esaminati, mostrando un’associazione tra consumo di carne rossa e cancro colon-rettale, del pancreas e della prostata.

Un animale intelligente come l’uomo non dovrebbe smettere di portare avanti azioni dannose per sé e per il pianeta in cui vive, ormai quasi al collasso? Noi crediamo di sì, e pensiamo che non mangiare carne non sia solo un imperativo morale, ma anche sinonimo di una presa di coscienza importante e di un passo avanti concreto verso un futuro migliore.

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Laura Di Cintio

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