Sicurezza alimentare: bocconcini di carne richiamati per rischio microbiologico

Nuova segnalazione di richiamo in merito di sicurezza alimentare diramata dal Ministero della Salute.

Denominazione di vendita: Bocconcino gr 200

Lotti coinvolti: 26 LSS

Data di scadenza o termine minimo di conservazione: 12/11/2019

Prodotto da Azzocchi Roberto Srl.

Il prodotto è venduto in unità di vendita di 200 gr.
Kg 76.670 suddiviso in 280 unità.

Motivo della segnalazione: richiamo per rischio microbiologico. Ritiro precauzionale per possibile rischio microbiologico. Possibile presenza di Salmonella Spp.

Si invitano i consumatori che abbiano acquistato e siano in possesso del prodotto, di non consumarlo e di riportarlo presso il punto vendita per la sostituzione

Modello di richiamo_documentazione 

Rischio microbiologico: cos’è?

Per rischio microbiologico nell’ambito della sicurezza alimentare si intende la possibilità del manifestarsi di un effetto avverso/indesiderato a seguito dell’esposizione ad agenti zoonotici attraverso il consumo di alimenti.

Le zoonosi sono infezioni e patologie trasmesse naturalmente, direttamente o indirettamente da animale all’uomo, attraverso per esempio alimenti contaminati. La severità di queste patologie nell’uomo varia da forme sub-cliniche o con sintomatologia intermedia a forme molto gravi. Allo scopo di prevenire le zoonosi, è importante identificare quali animali e quali alimenti rappresentano la fonte principale di infezione. L’Ente Europeo preposto alla Sicurezza Alimentare (EFSA), in tale ambito raccoglie i dati forniti dagli Stati Membri con la finalità di identificare la prevalenza dei principali agenti zoonotici, di verificare i sistemi di monitoraggio e di armonizzare metodi di identificazione.

I principali agenti zoonotici sono:

  • Salmonella spp.
  • Listeria monocytogenes
  • Campylobacter spp.
  • Escherichia coli verocitotossici
  • Toxoplasma
  • microrganismi produttori di tossine alimentari (p.e.Stafilocchi coagulasi positivi).

Allo scopo di garantire e tutelare la salute del consumatore sia l’Autorità Competente (ULSS) che gli operatori stessi del settore alimentare (produttori, rivenditori) sono chiamati a svolgere attività di sorveglianza e verifica delle condizioni igienico-sanitarie dei prodotti alimentari in prima istanza, ma anche degli ambienti/attrezzature di lavoro.

Alcune informazioni utili sulla Salmonella:

Le salmonellosi rappresentano una delle più frequenti patologie nell’uomo.

Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in:

• forme tifoidee, in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo
• forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come S. Typhimurium e S. Enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica.

La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti. Se ne conoscono più di 2000 varianti. Le salmonelle rilevanti dal punto di vista medico appartengono alla specie Salmonella enterica di cui esistono più sottospecie.

Le sottospecie sono ancora suddivise nei cosiddetti serovars o sierotipi in base alla presenza di specifici antigeni. Di regola per designare i serovar si scrive solo il nome del genere – Salmonella – seguito dalla denominazione del serovar, iniziando con lettere maiuscole, ad esempio S. Typhimurium, invece della forma corretta S. enterica subsp. enterica ser. Typhimurium.

sierotipi S. Typhimurium e S. Enteritidis, sono i più frequentemente diffusi nell’uomo e negli animali, in particolare nel pollame, e sono considerate pertanto “salmonelle zoonotiche”.

Le salmonelle vivono nell’intestino dell’uomo e degli animali, frequentemente portatori sani, e sopravvivono anche in condizioni avverse potendo persistere per mesi nell’ambiente. I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati dagli animali e i loro derivati (come carneuova e latteconsumati senza preventivo efficace trattamento termico) e l’ambiente (acque non potabili).

La via più comune di infezione è la via orale (es.: ingestione di cibo o acqua contaminati). Gli alimenti di origine avicola, in particolare uova e derivati, sono una frequente causa di infezione. La gravità dei sintomi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale
(febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi (batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi) che si verificano soprattutto in condizioni fisiche già compromesse. Fonte: Ministero della Salute.

Approfondimento dal canale ufficiale EFSA (Autorità Europea Per la Sicurezza Alimentare)

Prevenzione:

Per quanto riguarda le norme igieniche da rispettate dal punto di vista alimentare, va ricordato che i batteri della salmonella sono facilmente eliminabili attraverso una buona cottura. Pericolosa  risulta essere l’abitudine di rompere le uova sottovalutando la potenziale carica infettiva del guscio. È bene ricordare che piccole incrinature nel guscio possono permettere l’ingresso nell’uovo del batterio eventualmente presente nelle feci della gallina. Nel mondo, si stima che il 50% delle epidemie di salmonellosi è dovuto a uova contaminate, mentre la carne bovina e suina (consumata cruda o poco cotta) e i derivati del latte possono provocare, rispettivamente, il 15% e il 5% dei casi.

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