Sneaker: i grandi marchi puntano al vegan, le scarpe del futuro sono etiche e sostenibili

Il settore delle scarpe sportive sta vivendo un periodo di cambiamento: grandi marchi internazionali puntano verso una produzione più sostenibile, rilanciando le proprie scarpe più iconiche in chiave "cruelty-free". Ai grandi brand si affiancano start-up e aziende più piccole, che innovano la produzione verso quello che sarà indubbiamente il volto del futuro di questo settore.

Iconiche al punto che si riconoscono al primo sguardo, ma totalmente nuove perché ricreate in chiave cruelty-free: anche per il mercato delle scarpe sportive i trend parlano di etica e sostenibilità, e i grandi marchi si adeguano proponendo modelli che rispecchino la “rivoluzione vegana”. Una nuova sensibilità guida il cambiamento, portato avanti sia dai più grandi stilisti del mondo, che dalle case di moda del “fast fashion”.

Diversi grandi marchi nel settore dell’abbigliamento sportivo hanno lanciato sneaker “eco-friendly”, puntando spesso sulla rivisitazione delle proprie scarpe più iconiche riproposte senza materiali di origine animale. Tra questi c’è Adidas, che ha proposto una linea di scarpe vegan tra cui spiccano due modelli di punta del marchio, le “Stan Smith” e le “Superstar”. Non a caso, lo slogan che ha accompagnato il lancio di questa linea di scarpe è “Our icons go vegan” (“Le nostre icone diventano vegane”): quasi identiche nell’aspetto ai modelli originali, queste scarpe sono però realizzate interamente con poliestere e gomma riciclati. Le altre componenti includono tessuto, materiali sintetici e gomma vergine, nonché colle e coloranti senza componenti animali. Un cambiamento che la multinazionale ha intrapreso dal 2018 grazie alla collaborazione con la stilista Stella McCartney, nota per la sua impronta “green” sulle passerelle, e con la quale ha creato un’intera linea di abbigliamento sportivo sostenibile, e due modelli di “Stan Smith” vegan in edizione limitata.

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Accanto ad Adidas c’è un altro grande brand alle prese con il lancio di sneaker senza componenti animali: parliamo di Nike, che ha creato la linea “Happy Pineapple”, che comprende cinque modelli di scarpe realizzate in pelle di ananas vegana. La multinazionale ha infatti stretto un accordo con il marchio Piñatex , noto aver ideato un materiale simile al cuoio per aspetto e funzionalità, partendo dalle foglie di ananas. Nike ha scelto di proporre in chiave “cruelty-free” modelli notissimi come le “Air Force 1” e le “Air Max 90”, che includono anche l’impiego di un materiale altamente riciclabile come il sughero. Accanto a questa svolta, però, si collocano le fortissime critiche che i due brand hanno ricevuto – e ricevono tuttora – per l’impiego di pelle di canguro nelle proprie linee di scarpe (e tacchetti) da calcio, borsoni e giacche.

C’è poi New Balance, che ha collaborato con il giovane artista vegano Jaden Smith per la sua collezione “Vision Racer”. Simili ai modelli precedenti, queste scarpe sono realizzate con materiali riciclati come il poliestere e la gomma, e totalmente animal-free. Secondo New Balance, questa collezione ha contribuito ad “accelerare il passaggio del marchio all’uso di materiali più sostenibili e vegani“. Anche Vans, brand statunitense noto in tutto il mondo per le sue sneaker da skate, ha lavorato alla collezione “Eco Theory”. Presenta versioni sostenibili di quattro classici modelli Vans: “Authentic”, “Slip-Ons”, “Style 36 Decon” e “SK8-Hi 38 high top” (in foto). La collezione è realizzata interamente con cotone organico, sughero, gomma naturale e canapa; gli inchiostri e le colle sono a base d’acqua. Il tutto, in modelli che richiamano chiaramente i più noti del marchio.

Parlando invece di moda “high hand”, il rimando va inevitabilmente a Gucci, che ha lanciato una collezione di sneaker realizzate con Demetra, un’alternativa sostenibile alla pelle su cui il marchio ha lavorato per due anni. Ispirato all’omonima divinità greca del raccolto, questo materiale è composto per il 77% da materie prime a base vegetale, tra cui polpa di legno e viscosa, ed è conciato nel modo in cui lo sarebbe la pelle, ma senza lo sfruttamento animale o i danni ambientali legati alla produzione del cuoio. Il marchio ha utilizzato Demetra in tre tipi di sneakers: “The Gucci Basket”, “Gucci New Ace” e “Gucci Rhyton”, ma la maison prevede di realizzare altre calzature vegan per le prossime collezioni.

Scarpe vegan: “innovazione” è la parola d’ordine

Accanto ai grandi marchi conosciuti a livello internazionale, che rilanciano in chiave animal-free le proprie scarpe-simbolo, ci sono anche piccole aziende e start-up che lavorano per rispondere alle richieste di un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.

C’è chi, come la start-up portoghese Undo for Tomorrow, ha scelto di produrre scarpe partendo da palloncini da festa scoppiati (e non riciclabili) e avanzi di pneumatici di gomma. Sneakers che l’azienda definisce gender neutral e che hanno tra i materiali che le compongono anche bambù per la fodera, olio di ricino per la soletta e  plastica riciclata per l’esterno, lavorata in modo da sembrare un tessuto scamosciato.

C’è chi, invece, ha pensato di riciclare un materiale da imballaggio come il pluriball per creare le sue sneakers: parliamo dell’azienda tedesca Nat-2, che nel tempo ha lanciato sul mercato calzature realizzate partendo da fondi di caffè, funghi, mais, fagioli, rose, vetro e perfino foglie di cannabis, e che di recente ha fatto parlare di sé con una nuova creazione. Il materiale è fornito dalla start-up Remeant, che crea tessuti partendo da plastica riciclata presa da discariche e oceani, compreso appunto il pluriball.

Gli esempi sarebbero numerosi, tanto quanto le alternative vegane ai materiali di origine animale ormai disponibili. Sì, perché la vera svolta nel mondo della moda – e del mercato in generale – guarda verso prodotti sempre più attenti alla sostenibilità ambientale e all’etica, e l’industria lavora senza sosta in questa direzione. In tutti i casi, la vera spinta verso il cambiamento è l’innovazione, che grazie alla ricerca e a una tecnologia sempre più avanzata, permette di realizzare prodotti decisamente rivoluzionari.

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