Sondaggio Nielsen: il Covid-19 secondo i cittadini europei

Quanto a lungo dovremo fronteggiare la crisi a livello europeo? COVID-19 sta cambiando il modo in cui le persone affrontano la routine quotidiana: ma quanti di questi nuovi comportamenti si consolideranno? Senza i servizi di ristorazione, come cambiano le abitudini alimentari? Quali scenari futuri e opportunità per i player del mercato? Queste le tematiche affrontate in una indagine Nielsen condotta in ben 18 mercati europei.

L’indagine pubblicata da Nielsen è parte di un più grande studio globale che include molti aspetti delle nuovi abitudini di consumo in era Covid-19: è stata condotta dal 13 al 26 marzo 2020 in ben 18 mercati europei. Dati i cambiamenti dinamici che si sono verificati in questi ultimi giorni si può intuire che l’impatto degli eventi influenzerà il sentiment dei consumatori in modo diverso in ogni mercato preso in analisi.

Gli europei risultano avere pareri discordanti sul tema TEMPO.

Quanto a lungo dovremo fronteggiare la crisi a livello europeo?

I consumatori in Grecia, Russia, Francia e Spagna sono più ottimisti sul fatto che le cose si riequilibreranno in meno di tre mesi, mentre i consumatori in Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Turchia e Irlanda non sono così certi che le cose si risolveranno in un arco temporale breve. La maggior parte degli europei crede che l’impatto di COVID-19 rimarrà qui per i prossimi 12 mesi, segnalando che anche alcuni dei maggiori cambiamenti che abbiamo visto nell’ambiente dei consumatori e della vendita al dettaglio rimarranno. Come si può vedere nel grafico, in Italia il 13% degli intervistati prevede una tempistica di riferimento di meno di 3 mesi; il 73% prevede una fascia temporale tra i 4 e i 12 mesi e il 14% di più di un anno.

COVID-19 sta cambiando il modo in cui le persone affrontano la routine quotidiana:

Ma quanti di questi nuovi comportamenti si consolideranno? Via libera all’acquisto online.

Ad esempio, la maggior parte dei consumatori in Polonia, Italia, Francia e Irlanda sta riconsiderando la necessità e la frequenza di recarsi fisicamente al supermercato e stanno prendendo in considerazione più alternative online ove disponibili. Questo sentimento mutevole, raggiunto dal picco di COVID-19, implica che i rivenditori e i produttori potrebbero dover considerare di apportare modifiche significative a tutte quelle priorità aziendali (come prezzi, offerte, formato dei prodotti) che incidono in maniera essenziale sul proprio business. I consumatori rispettano le misure di contenimento che mirano a ridurre al minimo le esposizioni pubbliche e per questo, si recano al supermercato con minore frequenza rispetto a prima della pandemia.

Prima della pandemia, molti paesi europei risultavano davvero poco ricettivi all’offerta online: in ambito alimentare meno di un consumatore su cinque in Europa occidentale era solito acquistare online; meno di un consumatore su dieci in Europa orientale era solito usufruire dei questi servizi. Ma i nuovi comportamenti accelerati dalla quarantena / allontanamento sociale, rappresentano una spinta al cambiamento davvero importante.

I consumatori in Polonia, Italia e Francia stanno riconsiderando la necessità e la frequenza degli spostamenti legati alla spesa a vantaggio dell’opzione data dall’e-commerce. La spesa online in Italia e in Francia è aumentata vertiginosamente durante il periodo COVID-19. Si tratta di un cambiamento significativo che creerà una vera e propria rivoluzione in termini di abitudini di consumo.
In Italia, il 75% degli intervistati dichiara di comprare meno presso i negozi fisici; il 13% di non aver cambiato abitudine rispetto a prima; l’8% afferma di acquistare in misura maggiore. Gli acquirenti in Germania, un paese dominato da forti discount che offrono opzioni di acquisto online scarse o nulle, sono riusciti principalmente a mantenere il loro solito comportamento di acquisto nei negozi.

Il grafico mostra l’aumento in percentuale degli acquisti online nel periodo dal 5 Gennaio – 29 Marzo 2020. Il 29 Marzo si è registrato un +162%. In calo vertiginoso gli acquisti presso le principali tipologie di negozio fisico.

Senza il servizio di ristorazione, come cambiano le abitudini?

Con opzioni limitate in quasi tutta Europa per magiare fuori, sempre più cittadini si rimboccano le maniche in cucina. Per quasi la metà dei consumatori in Grecia, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi, mangiare i pasti a casa era la norma; ma per i consumatori di paesi come la Turchia, l’Italia, il Portogallo e la Spagna, doversi adattare di più alla cucina e mangiare in casa ha comportato notevoli cambiamenti nelle abitudini alimentari e nelle abitudini di acquisto. Pochissimi consumatori europei hanno sostituito i pasti a domicilio con consegne a domicilio, cibi pronti o fast food; invece, hanno approfittato per affinare le proprie abilità culinarie.

Tre abitudini e il loro andamento:

Nei tre grafici sottostanti, l’andamento di tre delle opzioni disponibili in questo momento.

  • Mangiare a casa (1° grafico)
  • Consegna a domicilio (2° grafico)
  • Cibo da asporto (3° grafico)

Ciò che emerge è che Turchia e Italia sono i due paesi in cui si sta consolidando maggiormente l’ipotesi di preparare in casa i propri pasti (il 74% degli intervistati in italia mangia gestisce le proprie preparazioni culinarie). Consegna a domicilio e cibo da asporto non dimostrano segni significativi di aumento. Per entrambi, la percezione dei cittadini europei è che si utilizzino questi servizi in misura pressoché uguale a prima della pandemia.

Quali scenari futuri e opportunità?

Secondo l’indagine Nielsen, all’interno di questi scenari, si intravedono alcune opportunità per produttori e rivenditori in grado di inserirsi tra le necessità del consumatore e il consolidamento di una nuova “economia della casa”. Suggerimenti di ricette e kit pasto possono incoraggiare e sviluppare nuove abitudini in casa. Ed è altamente possibile che molte di queste nuove routine possano mettere radici come abitudini future. Molti consumatori nel nuovo studio affermano di voler continuare la preparazione dei pasti a casa: la cucina casalinga sarà una parte fondamentale della vita delle persone per i mesi a venire.

Il reperimento di materie prime e ingredienti è una partita che si giocherà sul piano locale. Esistono notevoli differenze tra i mercati, in particolare nel Regno Unito, in Germania, Paesi Bassi, Polonia e Russia, dove meno della metà degli acquirenti ritiene che riprenderanno le loro stesse abitudini di acquisto di prima. Le persone riscopriranno torneranno alla loro vita pre-COVID-19 solo in parte. Molti, saranno i nuovi elementi. Lavorare da casa, per esempio, potrà diventare un’opzione più realistica per alcuni e potremo assistere all’avvento di una nuova normalità.

Johan Sjostrand, Presidente Nielsen per le zone Ovest, Europa centrale e Pacifico ha dichiarato:

“I protagonisti del settore dovranno definire esperienze online e offline più fluide, incorporando elementi come gli abbonamenti automatici per invogliare i consumatori a rimanere online, facilitando il rifornimento con consegne di routine. I produttori dovranno semplificare la home care per creare esperienze domestiche di valore e divertenti. Più a lungo si estende la fascia temporale che interesserà il  COVID-19, più nuove abitudini saranno destinate e a consolidarsi e ciò creerà molte nuove opportunità per i player che sapranno muoversi rapidamente.”

Fonte indagine e dati: Nielsen

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