Spesa: nel carrello degli italiani sempre più prodotti vegani e vegetariani

Sempre più persone in Italia mettono nel carrello prodotti "meat free": una tendenza che riguarda solo in parte vegetariani e vegani, ma che coinvolge anche quella fetta di consumatori consapevoli che scelgono le proteine vegetali e stili di vita più sani.

L’acquisto di prodotti vegetariani e vegani nel 2020 è aumentato del 14% rispetto al 2019: a confermarlo è un’analisi effettuata da Everli – piattaforma di spesa online che opera in molte città italiane – prendendo in esame gli ordini effettuati nell’ultimo anno. Questo perché cresce il numero di consumatori attenti e consapevoli che scelgono di diminuire il proprio consumo di proteine animali in favore di quelle vegetali, di solito per motivazioni legate alla sostenibilità ambientale e alla salute. Di fatto, questa tendenza si concretizza nell’acquisto di prodotti “veg” che ormai spopolano sugli scaffali della GDO, apprezzati anche dalla clientela onnivora – tanto che secondo uno studio il 90% dei consumatori di prodotti vegetali non è vegetariano né vegano – e flexitarian.

Dal punto di vista geografico è il nord, e in particolare la Pianura Padana, la zona in cui i consumatori sono più orientati al consumo di alimenti 100% vegetali, mentre l’acquisto di prodotti vegetariani interessa l’intero Paese, seppure con un leggero picco sempre nel centro nord Italia. Sono la Lombardia e l’Emilia-Romagna le regioni “più vegan” d’Italia, mentre i vegetariani italiani sembrano concentrarsi in Toscana. Anche la stagionalità incide in maniera importante sugli acquisti, però: secondo i dati, il picco di acquisti “veg” si è registrato a gennaio di quest’anno, specialmente per quanto riguarda i secondi piatti. I cibi e gli alimenti che rientrano invece nella categoria dei condimenti sono stati acquistati per la maggior parte in primavera, mentre il boom di spesa per i primi piatti è stato registrato tra settembre e dicembre.

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Acquisti plant-based: il tofu è l’alimento preferito degli italiani

Le vendite di tofu, che viene (erroneamente) considerato il “formaggio vegano”, hanno conosciuto un’impennata durante i primi mesi della pandemia, e a quanto pare i consumatori italiani apprezzano particolarmente questo alimento. Stilando una classifica sulle vendite, Everli ha infatti evidenziato come sia nella top ten degli alimenti vegan più acquistati in Italia, aggiudicandosi addirittura il primo posto davanti a hummus (al secondo posto) e burger vegetali (terzo posto). Decima posizione per il tempeh, alimento proteico a base di soia fermentata, che può essere considerato un sostituto della carne nell’alimentazione a base vegetale.

Diversa invece è la tendenza per gli acquisti vegetariani, che vedono al primo posto primi e secondi piatti pronti, con i burger che guadagnano la prima posizione, come alimento irrinunciabile in tavola. Completano la classifica le cotolette vegetariane (al secondo posto) e i falafel (terzo posto), mentre la top 5 si chiude con un primo piatto italianissimo, le lasagne, rigorosamente al ragù (animal free).

Un’ulteriore distinzione va fatta per quanto riguarda la distribuzione geografica di questi acquisti: l’hummus, per esempio, è apprezzato soprattutto in alcune città del nord e del centro Italia, specialmente Firenze, Bologna, Venezia e Bergamo. Grande assente invece nei carrelli delle città marchigiane, i cui abitanti preferiscono i burger vegetali, specialmente nelle versioni con carciofi e pomodori secchi; i veneziani prediligono i primi piatti, e in particolare le lasagne al ragù di soia.

Una tendenza che noi, come Osservatorio, avevamo già riscontrato da tempo e che trova conferma anche nel numero di aziende che scelgono una certificazione vegan per le proprie referenze. Il numero di prodotti conformi allo standard VEGANOK  è cresciuto infatti da 14.000 registrato a Marzo 2020 a 14.447 di Settembre 2020; un aumento del 3,1% in soli 6 mesi. Il motivo è certamente legato anche a una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori, che si stanno spostando verso proteine ​​di origine vegetale e stili di vita più sani. Anche la pandemia in atto ha contribuito30 a modellare le abitudini di acquisto, tanto che contestualmente all’emergenza sanitaria si è assistito in Italia a un crollo del 30% del consumo di carne bovina.

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