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Nuovo studio: verso un futuro plant-based per salvaguardare il Pianeta

Sostituire metà del consumo globale di carne e latticini con alternative vegetali potrebbe rivoluzionare la salute del nostro Pianeta, secondo un recente studio.

Dimezzare il consumo di prodotti di carne e latticini entro il 2050 nel mondo, sostituendoli con alternative plant-based, potrebbe portare a grandi benefici a livello ambientale, tagliando di un terzo le emissioni e arrestando il processo di deforestazione: a rivelarlo è uno studio pubblicato in questi giorni sulla rivista peer-reviewed Nature Communications, in linea con altre pubblicazioni scientifiche più o meno recenti sull’argomento.

Il consumo di carne e latticini è una pratica profondamente radicata nelle abitudini alimentari di molte culture in tutto il mondo. Tuttavia, la crescente consapevolezza degli impatti ambientali di tali abitudini sta spingendo molti a riconsiderare le proprie scelte alimentari.

L’Impatto Ambientale della Produzione di Carne e Latticini

La produzione di carne, in particolare di manzo, maiale e pollo, e latte ha un impatto significativo sull’ambiente. Questo impatto non si limita solo alle emissioni di gas serra, ma si estende anche alla deforestazione, alla perdita di biodiversità e all’inquinamento delle risorse idriche. La crescente domanda di carne e latticini ha portato a una maggiore pressione sulle risorse naturali, con vasti tratti di foresta pluviale che vengono abbattuti per fare spazio agli allevamenti.

La soluzione plant-based

La transizione verso i prodotti plant-based potrebbe offrire una soluzione sostenibile a questi problemi. Gli esperti ritengono che, riducendo del 50% il consumo di carne e latticini entro il 2050, potremmo vedere benefici ambientali significativi:

Riduzione delle emissioni: le emissioni di gas inquinanti potrebbero diminuire del 31% rispetto al 2020. Questa riduzione sarebbe equivalente a rimuovere milioni di automobili dalle strade ogni anno.

– Deforestazione: la transizione verso un’alimentazione plant-based potrebbe arrestare completamente la deforestazione causata dalla conversione del suolo per gli allevamenti. Questo avrebbe un impatto diretto sulla conservazione della biodiversità e sulla salute degli ecosistemi forestali.

– Ripristino degli ecosistemi: se i terreni agricoli liberati venissero trasformati in foreste, i benefici ambientali potrebbero raddoppiare. Questo ripristinerebbe la condizione iniziale e ottimale per gli ecosistemi, fornendo habitat a innumerevoli specie e contribuendo alla cattura del carbonio atmosferico.

– Impatto locale: sebbene la transizione verso un’alimentazione plant-based avrebbe benefici globali, si prevede che i cambiamenti avranno un impatto maggiore in alcune regioni specifiche. In particolare, Cina, Africa sub-sahariana e Sud America potrebbero vedere i benefici più significativi.

– Aumento della domanda: non possiamo ignorare il fatto che la domanda di carne e derivati animali è destinata ad aumentare nei prossimi decenni, parallelamente all’aumento della popolazione globale. Tuttavia, se riuscissimo a sostituire carne e latte animali con alternative vegetali, potremmo vedere una riduzione dell’area agricola del 12% entro il 2050.

La ricerca in Nature Communications non è la prima a sottolineare l’importanza di una transizione verso un’alimentazione plant-based, ma è certamente una delle più dettagliate e approfondite. Sostituendo il 50% del consumo globale di carne e latte con alternative vegetali, le emissioni di gas serra potrebbero ridursi di 6,3 Gt CO2eq all’anno e la perdita di biodiversità potrebbe essere dimezzata entro il 2050. [Nota: “CO2eq” sta per “equivalenti di CO2” e rappresenta una misura standardizzata che descrive, per una quantità di gas serra, la quantità di CO2 che avrebbe lo stesso potenziale di riscaldamento globale, considerando un periodo di tempo specifico.]

Queste scoperte rafforzano l’importanza e l’urgenza di adottare misure per ridurre il consumo di carne e latticini a livello globale. Se vogliamo affrontare seriamente le sfide ambientali e climatiche del nostro tempo, dobbiamo prendere in considerazione le scelte alimentari come parte della soluzione.

Fonte: [Nature Communications]

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