petizione vegan

UE: ecco la petizione per chiedere più opzioni vegan quando si mangia fuori casa

Con un'Iniziativa dei cittadini europei si chiede di rendere "sempre presente" un'opzione vegan laddove si vendono o servono alimenti o bevande. Obiettivo 1 milione di firme entro aprile 2024.

Se è vero che sempre più locali, in Italia e all’estero, inseriscono opzioni vegan nei propri menu, resta il fatto che per tantissime persone trovare opzioni in linea con la propria scelta etica resti un grande problema. Ma a questo potrebbe mettere fine una recente iniziativa dei cittadini a livello europeo: una petizione – che puoi firmare qui –  per chiedere all’Unione Europa il fatto che un’alternativa vegan ci sia sempre dove venga venduto o somministrato cibo.

La petizione UE per chiedere alternative vegan quando si mangia fuori casa

Grazie all’Iniziativa dei cittadini europei per un’Alternativa vegana – nome del gruppo che ha proposto la petizione – si chiede di rendere “sempre presente” un’opzione o alternativa vegana nei luoghi pubblici e privati dove si vendono o servono alimenti e bevande in tutta Europa.

Con lo strumento dell’Iniziativa dei cittadini europei si può infatti rivolgersi all’Unione Europa per chiedere di legiferare riguardo temi e necessità ritenute di pubblico interesse e urgenza: in questo caso, chiaramente, la volontà è di venire incontro a chi segue un’alimentazione vegan, ma non solo. La volontà è di offrire contestualmente anche una possibilità più etica e sostenibile per tutte le persone che, pur non essendo vegan, vogliono contribuire in modo sempre minore al riscaldamento globale scegliendo un’alternativa vegan. 

Etica e sostenibilità a tavola in tutta Europa

L’obiettivo della petizione, quindi, è quello di rendere obbligatoria la presenza di un’alternativa vegana nella vendita al pubblico di alimenti e bevande in Europa: una mossa non solo più inclusiva, ma anche lungimirante e utile per l’ambiente e il Pianeta, andando a contrastare non solo la crisi climatica, ma anche deforestazione, salvaguardia delle specie, riduzione degli sprechi alimentari e malnutrizione.

Affinché tutto ciò venga discusso, c’è tempo fino al 5 aprile 2024 per raccogliere 1 milione di firme da almeno 7 diversi Paesi facenti parti dell’Unione. Raggiunto questo goal, gli organizzatori dell’iniziativa possono rivolgersi alla Commissione europea per far sì che venga proposto un atto legislativo dedicato, avviando così l’iter burocratico in caso di risposta affermativa.

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