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UK: ricercatori producono piselli insapori per salvare il Pianeta

Ricavare le proteine da piselli insapori, da utilizzare nella produzione di alimenti plant-based: è questo l'obiettivo di un gruppo di ricercatori inglesi, alle prese con una ricerca che potrebbe rivoluzionare il mercato degli alimenti vegetali.

Rivoluzionare il sistema alimentare globale e salvare il Pianeta grazie alla produzione di piselli insapori e alle loro  proteine: sembra un’affermazione un po’ folle, ma in realtà è l’obiettivo di un gruppo di ricercatori inglesi, alle prese con la ricerca di un sostituto della soia per le alternative vegetali. L’idea è quella di sfruttare i piselli, le cui proteine sono considerate “complete” e quindi particolarmente interessanti dal punto di vista nutrizionale, eliminando però il loro sapore caratteristico, definito spesso come amaro o terroso.

A questo si aggiunge che la produzione di questi legumi, a differenza di quella della soia, non è associata alla deforestazione del Sud America, né richiederebbe l’importazione dall’estero che invece è una prerogativa della soia (la cui produzione, lo ricordiamo, rimane strettamente legata alla produzione di carne e latticini, dal momento che il 77% di tutta quella prodotta a livello globale è destinata agli animali negli allevamenti).

La scoperta del “gene del sapore” nei piselli, che potrebbe essere eliminato aiutando a rendere il loro sapore completamente neutro, non è una novità, ma risale addirittura ai primi anni ’90: la ricerca fu interrotta perché all’epoca considerata inutile, ma oggi troverebbe un campo di applicazione importante nell’industria degli alimenti plant-based. Questo perché, secondo gli esperti, solo il Regno Unito importa ogni anno circa 4 milioni di tonnellate di soia: un validissimo motivo per riprendere in mano le scoperte del passato, visto e considerato il crescente interesse per i prodotti alternativi a quelli animali.

Infatti secondo la BBC, oltremanica la richiesta di carne vegetale cresce del 30% ogni anno, mentre quella del latte vegetale addirittura del 50% e del 40% quella delle alternative al formaggio: lo shift della produzione verso i piselli – che sono universalmente considerati una coltura sostenibile – potrebbe aiutare a soddisfare questa richiesta con un vantaggio ambientale enorme. L’unico “ostacolo” resta appunto il loro sapore, inadatto a ogni tipo di produzione; da qui la necessità di una soluzione che possa renderli neutri e facilmente adattabili a qualsiasi contesto. “Il mondo è cambiato, le persone vogliono sempre più proteine ​​di origine vegetale nella loro dieta al posto di quelle di origine animale, quindi i piselli senza sapore sono diventati improvvisamente interessantissimi“, ha affermato la professoressa Claire Domoney del John Innes Center (JIC) di Norwich, uno dei gli scienziati che lavorano al progetto.

Attualmente, gli studiosi sono ancora al lavoro per capire se la varietà di piselli identificata come “insapore” potrà essere coltivata con profitto sul larga scala; le prove saranno condotte dalla Processor and Growers Research Organisation.

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