Uova fresche di Avicola Peligna richiamate per rischio microbiologico: presenza di Salmonella

Nuova segnalazione di richiamo in merito di sicurezza alimentare diramata dal Ministero della Salute. Il Ministero della Salute ha diffuso il richiamo per uova fresche prodotte dall’Avicola Peligna di Margiotta Mario con sede a Contrada San Martino, a Raiano, in provincia de L’Aquila. Codice di identificazione dello stabilimento di produzione: 077AQ082. I prodotti, appartengono ai lotti […]

Nuova segnalazione di richiamo in merito di sicurezza alimentare diramata dal Ministero della Salute.

Il Ministero della Salute ha diffuso il richiamo per uova fresche prodotte dall’Avicola Peligna di Margiotta Mario con sede a Contrada San Martino, a Raiano, in provincia de L’Aquila. Codice di identificazione dello stabilimento di produzione: 077AQ082.

I prodotti, appartengono ai lotti di produzione 17 18 0718, 19 20 07 18 e 21 220718 .

Motivo della segnalazione: Richiamo per rischio microbiologico.
Prodotto non conforme per presenza di Salmonella Enteritidis

Modelli di richiamo_documentazione: lotto 17 18 0718, 19 20 07 18 e 21 220718

Alcune informazioni utili sulla Salmonella:

Le salmonellosi rappresentano una delle più frequenti patologie nell’uomo.

Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in:

• forme tifoidee, in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo
• forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come S. Typhimurium e S. Enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica.

La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti. Se ne conoscono più di 2000 varianti. Le salmonelle rilevanti dal punto di vista medico appartengono alla specie Salmonella enterica di cui esistono più sottospecie.

Le sottospecie sono ancora suddivise nei cosiddetti serovars o sierotipi in base alla presenza di specifici antigeni. Di regola per designare i serovar si scrive solo il nome del genere – Salmonella – seguito dalla denominazione del serovar, iniziando con lettere maiuscole, ad esempio S. Typhimurium, invece della forma corretta S. enterica subsp. enterica ser. Typhimurium.

I sierotipi S. Typhimurium e S. Enteritidis, sono i più frequentemente diffusi nell’uomo e negli animali, in particolare nel pollame, e sono considerate pertanto “salmonelle zoonotiche”.

Le salmonelle vivono nell’intestino dell’uomo e degli animali, frequentemente portatori sani, e sopravvivono anche in condizioni avverse potendo persistere per mesi nell’ambiente. I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati dagli animali e i loro derivati (come carne, uova e latte consumati senza preventivo efficace trattamento termico) e l’ambiente (acque non potabili).

La via più comune di infezione è la via orale (es.: ingestione di cibo o acqua contaminati). Gli alimenti di origine avicola, in particolare uova e derivati, sono una frequente causa di infezione. La gravità dei sintomi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale
(febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi (batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi) che si verificano soprattutto in condizioni fisiche già compromesse. Fonte: Ministero della Salute.

Approfondimento dal canale ufficiale EFSA (Autorità Europea Per la Sicurezza Alimentare)

Prevenzione:

Per quanto riguarda le norme igieniche da rispettate dal punto di vista alimentare, va ricordato che i batteri della salmonella sono facilmente eliminabili attraverso una buona cottura. Pericolosa  risulta essere l’abitudine di rompere le uova sottovalutando la potenziale carica infettiva del guscio. È bene ricordare che piccole incrinature nel guscio possono permettere l’ingresso nell’uovo del batterio eventualmente presente nelle feci della gallina. Nel mondo, si stima che il 50% delle epidemie di salmonellosi è dovuto a uova contaminate, mentre la carne bovina e suina (consumata cruda o poco cotta) e i derivati del latte possono provocare, rispettivamente, il 15% e il 5% dei casi.

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