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USA: 1400 città emulano New York e promuovono l’alimentazione plant-based

Seguendo l'esempio di New York, altre 1400 città negli USA puntano sull'alimentazione plant-based per ridurre le emissioni e migliorare la salute dei cittadini.

Seguendo l’esempio del sindaco di New York Eric Adams, altri 1400 sindaci di altrettante città statunitensi hanno scelto di promuovere ufficialmente l’alimentazione plant-based come mezzo per ridurre l’impatto ambientale e migliorare la salute dei cittadini. La decisione è arrivata dopo la 91esima Conferenza annuale dei sindaci degli Stati Uniti, durante la quale i primi cittadini delle realtà con 30 mila o più abitanti si riuniscono fin dal 1932, per deliberare rispetto agli obiettivi comuni da perseguire attraverso importanti cambiamenti sociali e politici.

Tra i tanti temi affrontati quest’anno anche la necessità di far fronte alla sempre maggiore diffusione di malattie croniche tra i cittadini e agli ingenti costi sanitari a esse collegate (che attualmente si aggirano intorno ai 4 trilioni di dollari l’anno), nonché l’urgenza di prendere decisioni in grado di ridurre l’impatto ambientale delle singole città. Come? Seguendo l’esempio di New York, che è guidata da un sindaco notoriamente attento a queste tematiche e che ha già apportato notevoli cambiamenti in questo senso.

Questa decisione è incredibilmente significativa, perché segnala l’impegno dei sindaci delle città degli Stati Uniti e riconosce a livello nazionale che la scelta plant-based è senza dubbio parte della soluzione alle malattie croniche, ai cambiamenti climatici e ai problemi dei costi sanitari stiamo affrontando.ha dichiarato Adams, promotore dell’iniziativa.

Le città americane seguono l’esempio di NY e puntano sul vegetale

Nel concreto, esattamente come già accaduto a New York, le città aderenti avranno come obiettivo a breve termine l’inclusione di più opzioni a base vegetale in qualsiasi contesto in cui il governo fornisca cibo ai cittadini (scuole, ospedali, servizi sociali), cercando al contempo di promuovere l’alimentazione a base vegetale nei contesti privati, attraverso campagne informative.

Va ricordato anche che lo scorso dicembre la città ha dato una svolta in chiave plant-based alla sanità pubblica: ogni operatore sanitario riceverà una formazione di base e gratuita in nutrizione vegetale, grazie a una nuova partnership da 44 milioni di dollari avviata tra il sindaco Adams e l’American College of Lifestyle Medicine (ACLM). Un’occasione importante, che rappresenta la più grande sovvenzione di formazione specialistica medica al mondo e che vuole essere uno strumento concreto per combattere le malattie croniche, partendo dal miglioramento della dieta.

Non si sa se altre città seguiranno anche questo esempio legato alla formazione dei medici, ma quello che è certo è che questa risoluzione è il primo approccio verso un cambiamento in chiave vegetale abbracciato da un così alto numero di città contemporaneamente. Segue la pubblicazione di un recentissimo studio da parte dell’Università di Oxford, il più completo mai realizzato finora sull’argomento, secondo il quale optare per una dieta vegan riduce drasticamente l’impatto ambientale. In particolare, si stima che le diete a base vegetale producano il 75% in meno di emissioni legate al riscaldamento climatico, inquinamento idrico e uso del suolo rispetto alle diete onnivore.

Leggi anche: New York: arriva il fondo per la formazione dei medici sui benefici della nutrizione vegetale

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