Vegani animali

I vegani si preoccupano davvero solo per gli animali?

“I vegani non si interessano delle persone, hanno a cuore solo gli animali”. Quante volte avrai sentito dire (o pensato) questa cosa? In questo articolo, semplicemente, ti spieghiamo perché non è affatto così.

Una delle convinzioni (infondate) più comuni e dure a morire sulla scelta vegan, vuole i vegani troppo impegnati a preoccuparsi degli animali per fare caso a tutto il resto, in un mondo in cui i problemi non mancano di certo. Il più delle volte, chi abbia abbracciato questa filosofia di vita, viene considerato un fanatico zelante e inflessibile, che in un’ipotetica situazione di emergenza preferirebbe lasciar morire un suo simile, piuttosto che un qualsiasi altro animale in difficoltà.

In realtà, si tratta di convinzioni senza alcun fondamento, frutto semplicemente di pregiudizio e poca conoscenza. Sebbene la scelta vegan sia legata in primo luogo alla questione etica e alla volontà di non contribuire allo sfruttamento animale, potremmo sicuramente affermare che il veganismo non sia un contenitore a tenuta stagna, all’interno del quale riversare tutta la propria empatia a discapito di tutto il resto.

Il fatto che i vegani si preoccupino della salvaguardia degli animali non umani, non significa che automaticamente ignorino tutti gli altri – enormi – problemi che ogni giorno affliggono il Pianeta. Anzi: comprendere – e, in un certo senso, interiorizzare – la sofferenza degli altri, siano essi umani o animali, è parte integrante della scelta vegan. In un certo senso, essere vegani porta con sé anche un’innata opposizione alle discriminazioni, di qualsiasi tipo.

L’empatia si moltiplica, non si divide

Pensare ai vegani come persone in grado di preoccuparsi solo per il destino degli animali non è solo sbagliato, ma estremamente limitante. Facciamo un esempio: pensiamo a quell’amico o a quel parente particolarmente legato a una causa sociale, a cui da anni dedica tempo e attenzione, magari anche attraverso volontariato e attività di sensibilizzazione. 

Vegani animali

Sicuramente, nessuno di noi sarebbe portato a considerare una persona impegnata in una qualsiasi attività di volontariato come egoista, disinteressata o poco incline a preoccuparsi degli altri. Questo, anche se decidesse di dedicare tutta se stessa a un’unica attività.

Semplicemente perché il fatto di dedicarsi a una causa, non implica automaticamente il disinteresse per tutte le altre. Gli sforzi che chi abbraccia la filosofia di vita vegan compie per ottenere un mondo migliore per gli animali non umani, non rendono i vegani insensibili alla sofferenza delle persone.

A questo proposito, torniamo all’ipotetica situazione in cui un vegano, messo alle strette, si trovasse nella posizione di dover scegliere tra salvare la vita a una persona – magari un bambino – e un animale qualsiasi – magari un cucciolo di cane. Partendo dal presupposto che siamo certi che chiunque, potendo scegliere, farebbe di tutto per salvarli entrambi, crediamo che si tratti di un’estremizzazione. In quel caso, ad avere la meglio sarebbe il buon senso, e siamo certi che nessuno sacrificherebbe mai la vita di un’altra persona in nome dei propri principi etici. Si tratta di un mix innato di empatia, istinto di conservazione della specie e, appunto, buon senso e crediamo che qualunque vegano sarebbe d’accordo con noi su questo.

Il benaltrismo e la scelta vegan

Parlando di benaltrismo, nel linguaggio giornalistico si fa riferimento a chi elude un problema sostenendo che ce ne sono altri, “ben più gravi” (da qui, appunto, benaltrismo), da affrontare. Capita molto spesso che i vegani siano proprio vittime di questa visione: in un mondo devastato dalla guerra, dalle epidemie e dalla crisi climatica, in cui milioni di persone muoiono di fame ogni giorno, com’è possibile preoccuparsi della sorte degli animali? 

Vegani animali

Il punto è che, secondo quest’ottica, ci sarà sempre un problema più grave di cui occuparsi. A prescindere dal fatto che ognuno di noi ha il sacrosanto diritto di scegliere di cosa preoccuparsi, guardare il mondo da questa prospettiva può essere pericoloso: il fatto che esista qualcosa di “più importante”, ci dà il diritto di girarci dall’altra parte? Ovviamente no. Il più delle volte, coloro che accusano i vegani di preoccuparsi solo degli animali sono persone che non agiscono, né per le persone né per gli animali: non occuparsi di nulla perché “c’è ben altro” di cui occuparsi non è certo una soluzione.

Il fatto che sempre più persone scelgano di preoccuparsi della sorte di miliardi di animali rinchiusi negli allevamenti intensivi, non implica che gli altri problemi che ci affliggono perdano di importanza. Al contrario, significa portare alla luce una situazione aberrante, dare voce a chi è in difficoltà, votarsi a una causa per trovare una soluzione a uno dei tanti problemi che riguardano tutti, nessuno escluso.

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