Vegani diversi

Accettare il diverso per rendere anche la scelta vegan meno diversa

I vegani sono diversi, "strani" e un po' incomprensibili: questa è l'idea che molte persone si fanno della scelta vegan e di coloro che l'abbracciano. Ma se fossero i vegani i primi ad accettare il "diverso" per essere considerati meno diversi?

Strana, estrema, difficile: chi sceglie di seguire uno stile di vita vegan sa bene che si tratta di una decisione che avrà un impatto importante sulla propria vita e sulla percezione che le altre persone – anche le più care a noi – hanno delle proprie abitudini e del proprio sistema di valori. I vegani sono “diversi” ed essere vegan, almeno per ora, significa far parte di una minoranza: in aumento, certo, ma sicuramente ancora in netta sottorappresentazione rispetto anche solo a vegetariani e flexitariani. E questo, pur con tutte le accezioni negative della questione, è un qualcosa da accettare e anzi, far diventare un asso nella propria manica per proporre una visione sempre più “normalizzata” della scelta vegan.

Vegani “diversi”? Aprirsi alla diversità per esserlo sempre meno…

Scetticismo, opposizione, difficoltà a comprendere il perché di una scelta così totalizzante; talvolta anche aver a che fare con qualche sfottò o battuta sprezzante su un qualcosa a cui si tiene molto: tutto ciò è un qualcosa con cui, da vegani, probabilmente si dovrà avere a che fare nella vita, specialmente in contesti – familiari o sociali – non aperti al cambiamento.

Questo, se nei suoi risvolti più negativi può trasformarsi in una sorta di discriminazione – che ci auguriamo nessuno, a prescindere dalla scelta vegan, sia mai costretto a provare – non per forza si deve contrastare sempre “a muso duro”, anzi.  Abbracciare la propria identità di diversi, con gentilezza e stoicismo, può essere la chiave per dimostrare non solo il proprio attaccamento a una decisione importante, ma anche la volontà di portarla avanti a prescindere dalle influenze esterne. Ed è proprio qui, crediamo, che si possa nascondere il tipo di reazione più potente per dimostrare agli altri che il diverso, come tale, non rappresenta una minaccia, ma anzi una via parallela da percorrere insieme. 

… Ma anche per vedere gli altri come meno diversi

Già, perché la tentazione a volte può portare il discorso a valere anche in senso inverso. Come detto, la scelta vegan prevede di mettere in discussione molti dei valori con cui tantissime persone sono cresciute, magari gli stessi valori della famiglia con cui ancora si vive: questo, se affrontato con chi amiamo con veemenza  e intransigenza può portare la nostra famiglia, i nostri amici e i nostri partner a farsi carico delle “colpe” di un sistema di valori che non ci appartiene più.

Il rischio è infatti quello di incolpare le persone che ci stanno accanto di portar avanti uno stile di vita che sì, abbiamo rinnegato, ma che anche noi abbiamo abbandonato seguendo i nostri tempi e il nostro sentire. Non mostrandosi aperti al fatto che alcune persone che fanno della nostra vita non saranno mai vegan può portare a fare “terra bruciata” e a fare a nostra volta l’errore che tante persone commettono quando si rapportano con minoranze: non accettare che ci sono persone che non per forza la pensano come noi – almeno per il momento – e che è anche accettandolo che possiamo promuovere un dialogo fruttuoso e senza discriminazioni. Chi lo sa, proprio questo terreno comune di rispetto reciproco e apertura al diverso si può impostare un cambiamento graduale e favorire, così, una maggiore diffusione dello stile di vita vegan, fino a che tanto un giorno diverso non lo sarà poi più di tanto.

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