VEGANOK TG NEWS: online la nuova edizione settimanale

Nuova edizione della rassegna settimanale di VEGANOK TG NEWS e OSSERVATORIO VEGANOK. Ecco tutte le notizie della settimana e gli approfondimenti. GUARDA IL VIDEO CON TUTTE LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA: Non tutti i prodotti che riportano in etichetta la dicitura “naturale” sono realmente naturali. Ad affermarlo è un report elaborato da SAFE (Safe Food Advocacy […]

Nuova edizione della rassegna settimanale di VEGANOK TG NEWS e OSSERVATORIO VEGANOK. Ecco tutte le notizie della settimana e gli approfondimenti.

GUARDA IL VIDEO CON TUTTE LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA:

Non tutti i prodotti che riportano in etichetta la dicitura “naturale” sono realmente naturali. Ad affermarlo è un report elaborato da SAFE (Safe Food Advocacy Europe), ONG che si occupa di sicurezza alimentare e tutela dei consumatori e con la quale VEGANOK ha collaborato per ottenere uno standard vegan condiviso a livello europeo. L’associazione mette in evidenza l’uso fuorviante di questo termine sulle etichette alimentari, anche in prodotti che contengono ingredienti di origine chimica o sintetica (e che non vengono segnalati chiaramente). Questo è possibile perché la normativa europea è vaga e generica sull’argomento, e al momento non esiste una definizione univoca del concetto di “naturale” applicato ai prodotti alimentari. Continua a leggere qui:

Claim “naturale” in etichetta: la campagna di Safe per chiedere una normativa comune in UE

Stop a qualsiasi attività all’interno degli allevamenti italiani di visoni fino a febbraio 2021: è la decisione varata in queste ore dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, nel tentativo di arginare la diffusione del virus SARS-CoV-2 che circola in queste strutture già da mesi. In seguito al periodo di fermo, verranno effettuate valutazioni sullo stato epidemiologico per decidere il futuro di questi allevamenti e degli animali che li occupano. Di fatto, l’ordinanza modifica il “Regolamento di polizia veterinaria (D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320)“, andando ad aggiungere l’infezione da SARS CoV-2 nei visoni d’allevamento all’elenco delle malattie infettive. Continua a leggere qui:

Coronavirus: Speranza firma lo stop agli allevamenti di visoni fino a febbraio. Lav: “Provvedimento inutile”

Fare un passo indietro per avvicinarsi ad abitudini di consumo più consapevoli e sostenibili. Un po’ come accade per il ritorno dei detersivi alla spina, che ricalcano il modello di acquisti di qualche decennio fa, anche l’attualissimo trend dei cosmetici solidi richiama alla mente i saponi e i prodotti di bellezza dei nostri nonni. In realtà, siamo di fronte a una tipologia di prodotti innovativi e diversi dalla classica saponetta, perché formulati con ingredienti che rispondono alle specifiche esigenze di ogni parte del corpo. I cosmetici solidi stanno rivoluzionando il modo di concepire la cosmesi e sempre più aziende danno il proprio contributo alla causa con nuove referenze pensate per fare leva sul crescente interesse dei consumatori per una cosmesi sostenibile. Continua a leggere qui:

Cosmetici solidi: è boom per detergenti e saponi “zero waste”, ma quali sono i loro vantaggi?

Packaging e sostenibilità: un binomio ancora difficile, almeno secondo i dati riportati dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, secondo i quali in GDO solo il 25,4% dei prodotti alimentari riporta in etichetta istruzioni dettagliate sullo smaltimento dell’imballaggio. In più, solo il 6,2% dei prodotti ha un packaging sostenibile, ovvero completamente riciclabile o biodegradabile. Una tendenza quantomeno discutibile, specialmente in un’era in cui la sostenibilità rappresenta la chiave di volta in ogni contesto produttivo e in cui il mercato alimentare non può prescindere dall’impiego responsabile dei materiali usati per imballare i prodotti. Continua a leggere qui:

Packaging: in GDO è ancora lontano dalla sostenibilità, solo il 6% è totalmente “green”

A giovedì prossimo con la rassegna settimanale.

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