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Nuova edizione della rassegna settimanale. Ecco tutte le notizie della settimana e gli approfondimenti. GUARDA IL VIDEO CON TUTTE LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA: L’anno della pandemia ha portato con sé un’attenzione particolare alla pulizia e alla cura della casa, che per gli italiani coincide con la scelta di prodotti sostenibili: a segnalare questa tendenza sono i […]

Nuova edizione della rassegna settimanale. Ecco tutte le notizie della settimana e gli approfondimenti.

GUARDA IL VIDEO CON TUTTE LE NOTIZIE DELLA SETTIMANA:

L’anno della pandemia ha portato con sé un’attenzione particolare alla pulizia e alla cura della casa, che per gli italiani coincide con la scelta di prodotti sostenibili: a segnalare questa tendenza sono i dati forniti dalla nona edizione dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy, che racconta il mondo del largo consumo italiano. Una tendenza che non stupisce, perché sostenibilità e rispetto per l’ambiente sono tematiche sempre più care ai consumatori, e che nel 2020 si è tradotta in un aumento del 18,1% delle vendite di prodotti “green” rispetto al 2019. Un giro di affari di 250 milioni di euro di sell-out. Ad attirare l’attenzione dei consumatori sono soprattutto i prodotti che riportano in etichetta le proprie caratteristiche eco-friendly e che, secondo l’Osservatorio Immagino, rappresentano da soli il 10% delle vendite del comparto.  Continua a leggere la notizia qui:

Pulizie: gli italiani scelgono la sostenibilità. Boom per i claim “biodegradabile” e “vegetale”

Parlando di moda sostenibile, il ferimento al lavoro di Stella McCartney è quasi automatico. Volto noto a livello internazionale per aver portato sulle passerelle un nuovo modo di concepire lo stile, senza l’impiego di pellicce, pelle e piume, la stilista ha da poco svelato la sua campagna per la collezione Autunno 2021, chiamata “È arrivato il nostro momento“. Una collezione che celebra gli animali non umani come nostri pari, e che sostiene le petizioni di Humane Society International (HSI) per porre fine al commercio di pellicce nel Regno Unito e nel mondo. Con lo scoppio della pandemia, le attività umane hanno subìto un arresto forzato, in una situazione sanitaria ed economica senza precedenti: da questa considerazione, la stilista è partita per immaginare un mondo in cui gli animali possano finalmente riprendere il posto che l’uomo ha sottratto loro, per vivere in libertà proprio al motto di “È arrivato il nostro momento!“. Continua a leggere la notizia qui:

Stella McCartney: la collezione Autunno 2021 celebra gli animali e chiede lo stop alle pellicce

Ormai è un dato di fatto: in tutto il mondo cresce il consumo di latte vegetale, mentre diminuisce quello di latte vaccino. Un vantaggio non solo dal punto di vista etico, ma anche un passo avanti verso una maggiore sostenibilità, perché uno studio scientifico pubblicato sul Journal of Science ha dimostrato ufficialmente che la produzione di latte vegetale ha un impatto ambientale inferiore rispetto a quella del latte vaccino. In termini di emissioni di gas serrauso del suolo e di spreco di risorse idriche, infatti, il latte di origine animale non regge il confronto e a dimostrarlo è lo studio dell’Università di Oxford dal titolo:“Reducing food’s environmental impacts through producers and consumers”. Continua a leggere la notizia qui:

Impatto ambientale: qual è il latte vegetale migliore?

In questo periodo, diversi grandi marchi nel settore dell’abbigliamento sportivo hanno lanciato sneakers “eco-friendly”, puntando spesso sulla rivisitazione delle proprie scarpe più iconiche riproposte senza materiali di origine animale. Quello calzaturiero è un settore produttivo imponente, il cui impatto è enorme se si tiene conto che ogni anno nel mondo si producono oltre 20 miliardi di paia di scarpe. Parlando di scarpe da ginnastica, secondo uno studio condotto oltreoceano qualche tempo fa, il ciclo di produzione di un solo paio immette nell’atmosfera circa 136 kg di anidride carbonica. L’innovazione punta a cercare cercare alternative eco-compatibili al cuoio – la cui produzione è insostenibile dal punto di vista etico e ambientale – ma anche a tutti i materiali che compongono un paio di scarpe: in media, si calcola che per la produzione di un solo paio di scarpe si utilizzino complessivamente 40 tipi di materiali diversi, il cui impatto ambientale è da calcolare non solo nell’insieme anche singolarmente. Continua a leggere la notizia qui:

Sneakers: i grandi marchi puntano al vegan

A giovedì prossimo con la rassegna settimanale

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