World Water Day 2021: che cosa puoi fare per dare valore all’acqua?

L'acqua è una risorsa fondamentale per la vita, ma è anche una di quelle che vengono sprecate maggiormente. Oggi si celebra il World Water Day per ricordare che non possiamo permetterci ulteriori sprechi. Il tema di quest'anno è "valorizzare l'acqua", anche attraverso le azioni individuali.

Il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite per accrescere la consapevolezza sulla crisi idrica mondiale e sulle azioni da intraprendere. Quest’anno, a causa della pandemia, il World Water Day 2021 si celebra online, con l’hashtag #water2me: il tema è la valorizzazione dell’acqua – anche individuale- come risorsa vitale, messa in pericolo dai consumi e soprattutto dagli sprechi legati alle attività umane. Come riportato anche dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), 2,2 miliardi di persone – circa un quarto della popolazione mondiale – non hanno ancora accesso ad acqua potabile, e si prevede che la domanda globale di acqua aumenterà del 55% entro il 2050.

Il punto centrale della questione è che bisogna agire, e che ognuno di noi ha un ruolo fondamentale nell’utilizzo dell’acqua. Anche nella nostra quotidianità possiamo attuare comportamenti virtuosi che contribuiscono a non sprecare questa risorsa preziosa. Ma in che modo possiamo agire individualmente su questo fronte?

Acqua e alimenti di origine animale

Quello che è certo e che ormai è ribadito da moltissimi studi scientifici di importanza internazionale, è che la produzione di alimenti di origine animale – soprattutto carne e latticini – ha un impatto devastante sull’ambiente. Parlando di spreco di risorse idriche, il paragone tra alimenti di origine animale e cibi vegetali parla da solo, e mostra chiaramente perché scegliere una dieta plant-based.

Dal punto di vista delle risorse di acqua dolce, è più efficiente ottenere calorie, proteine ​​e grassi attraverso i prodotti vegetali rispetto ai prodotti animali.

L’immagine è tratta dallo studio di Mekonnen and Hoekstra, The green, blue and grey water footprint of farm animals and animal products

Questa tabella è tratta da uno degli studi più imponenti fatti sul tema dell’impronta idrica: di Mekonnen and Hoekstra, The green, blue and grey water footprint of farm animals and animal products. Siamo di fronte a dati inequivocabili, l’impronta idrica della carne bovina è molto pesante: per produrre 1 kg di carne bovina occorrono 15415 litri di acqua. Occorrono inoltre:

8763 litri di acqua per 1kg di carne di pecora,
5988 litri per 1kg di carne di maiale,
4325 litri per un kg di carne di pollo,
3265 litri per un kg di uova,
1020 litri per un litro di latte.

Di contro, occorrono solo:

322 litri di acqua per 1kg di vegetali,
962 litri di acqua per 1kg di frutta,
1644 litri di acqua per 1kg di cereali.

Ma c’è anche un altro aspetto da tenere in considerazione: l’acqua dolce (fiumi e laghi) viene inquinata dai liquami organici provenienti dagli allevamenti e dalle sostanze chimiche usate nella coltivazione dei mangimi per il bestiame. Oltre a consumare acqua, la richiesta di carne e derivati animali inquina anche quel poco che di essa ci resta, rendendola di fatto inutilizzabile. Va da sé che il primo passo per risparmiare acqua sia adottare una dieta a base vegetale: una scelta responsabile sotto molti punti di vista, che parte da quello che decidiamo di mettere (o non mettere) nel carrello ogni giorno.

Spreco alimentare e spreco di acqua: il legame

Di recente l’ONU ha lanciato un allarme: nel 2019 sono state buttate nella spazzatura 931 milioni di tonnellate di alimenti, ben il 17% di tutto il cibo disponibile a livello mondiale. Quasi 570 milioni di tonnellate di questi rifiuti si creano a livello domestico (il 61%). Lo spreco di cibo non è un problema solo dal punto di vista etico, ma ha forti ripercussioni anche sull’impatto ambientale. Nel report leggiamo infatti che l’8-10% delle emissioni globali di gas serra prodotte ogni anno, sono associate al cibo che non viene consumato. Ma non basta, perché lo spreco di cibo si ripercuote ovviamente anche sullo spreco di acqua: basti pensare a necessaria per l’agricoltura e l’allevamento, oltre che a quella richiesta dai processi produttivi e di lavorazione successivi. Buttare il cibo significa anche buttare l’acqua impiegata per la sua produzione.

L’ONU ha lanciato una campagna interessante, rivolta a tutti: ActNow, per l’azione individuale sui cambiamenti climatici e la sostenibilità. Scaricando l’app, è possibile ricevere consigli, indicazioni e suggerimenti per vivere in modo più sostenibile, ma anche tenere traccia degli obiettivi raggiunti.

Act Now Illustration

In più, l’ONU ha messo a disposizione una guida alla sostenibilità, con 10 consigli utili per cominciare a cambiare il proprio stile di vita:

Scarica gratuitamente la guida dell’ONU per scoprire come vivere in maniera più sostenibile

Calcola la tua impronta idrica

Molto spesso non è facile rendersi conto di quanto il nostro stile di vita possa impattare sull’ambiente, perché non si hanno a disposizione numeri e dati da confrontare. Esiste però uno strumento che permette di calcolare la propria impronta idrica personale, per capire come e quanto possiamo migliorare il nostro stile di vita.

Il calcolo è semplice (e ovviamente approssimativo), e si basa su diversi fattori: primo tra tutti il Paese in cui si vive, ma anche la quantità di carne che si consuma abitualmente.

Calcola la tua impronta idrica personale

Alimentazione e spreco di risorse: una panoramica

Ormai da tempo, come Osservatorio, siamo impegnati a informare i nostri lettori su queste tematiche, facendo riferimento ai numerosi studi scientifici che vengono pubblicati sempre più di frequente. Di seguito proponiamo una raccolta di articoli per approfondire l’argomento, e per aumentare la consapevolezza della connessione tra quello che mangiamo e il nostro impatto sull’ambiente:

Impronta idrica dei prodotti animali: quali sono i numeri?

Carne biologica per salvare il pianeta? No, inquina quanto quella “tradizionale

Meno carne e derivati animali per fermare la crisi climatica: lo dicono (ancora) gli esperti dell’Università di Oxford

“Alimentiamo un futuro sostenibile”: lo speech di Laura Serpilli al TEDx Coriano 2020 – VIDEO

Impatto ambientale: qual è il latte vegetale migliore?

Nuovo report ONU: adottare una dieta plant-based è il primo passo per salvare la biodiversità

Deforestazione e perdita di biodiversità: c’è una connessione con la diffusione di malattie pandemiche

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